E il partito accetta De Luca candidato in Campania

ROMA.«Questa mattina ho telefonato a De Luca e gli ho detto di venire qui. Ha richiamato e ha detto che verrà». L'insolita convocazione parte dal palco del congresso Idv dove Di Pietro convince i delegati ad accettare la candidatura del sindaco di Salerno, decisa dal Pd, per la presidenza della Campania. Una parte dell'Idv, a cominciare da quella che si riconosce nelle posizioni di Luigi De Magistris, non vuole appoggiare la candidatura di un amministratore locale sul quale pendono due rinvi a giudizio per truffa e concussione. Ma Di Pietro spiega che in Campania da soli «non si può vincere» e detta condizioni che il sindaco di Salerno dovrà accettare.
Seduto in prima fila c'è Pier Luigi Bersani che apprezza l'apertura e si mostra ottimista. De Luca arriva alle 15 e quando sale sul palco dice esattamente ciò che la platea vuole sentire. «Ci si difende nei processi, non dai processi. E chi sbaglia paga». Su questa affermazione scatta il primo applauso. Il sindaco di Salerno spiega che la sua accusa è dovuta al fatto di «aver chiesto la cassa integrazione straordinaria per 200 operai», si dice pronto a sottoscrivere un codice etico ed elenca tre punti: «Rispettare l'autonomia della magistratura. Ognuno accetti di sottoporsi ai processi. Chi è condannato va a casa. Sono stanco del Sud con l'etichetta del malaffare. Io sono un altro Sud». Il discorso convince la platea e per lui scatta una standing ovation. Di Pietro annuncia: «candidatura approvata per acclamazione...».
Ma De Magistris, che non resta in sala ad ascoltare De Luca, non cambia idea: «Si tratta di una candidatura che non esprime discontinuità. (g.r)