Sindaco, coraggio Se è il caso ci mandi a piedi
(segue dalla prima)
«Servono interventi strutturali», si dice in questi casi. Ma negli ultimi anni a Pavia, in tema di viabilità, due eventi strutturali si sono effettivamente verificati. E' stata aperta la tangenziale nord che ha sgravato parte della città dal traffico, e un terzo dei pavesi (per effetto degli incentivi alla rottamazione) ha cambiato l'auto vecchia con una nuova e meno inquinante. Eppure, lo dicono i dati dell'Arpa, è come se non fosse successo niente. Un bel problema.
A nessuna giunta possono evidentemente essere imputati gli effetti del micidiale microclima padano e le imprescindibili esigenze di mobilità dell'operoso nord. Ma forse Pavia qualche scelta la dovrebbe fare. In questi mesi l'andamento delle decisioni è stato quantomeno schizofrenico. Si apre piazza Botta e poi si blinda il centro, si studia come rendere più efficiente il trasporto pubblico urbano e nel contempo si progettano i tagli alle corse per alleggerire il bilancio. La logica dello sperimentare, poi, rischia di lasciare il tempo che trova: se l'obiettivo è quello di non scontentare nessuno, forse sarebbe il caso di saltare qualche passaggio e imboccare una direzione definita.
«Servono interventi strutturali», questo è sicuro. Serve anche un percorso da condividere, nella consapevolezza che comporti qualche sacrificio (la politica è anche far digerire certe decisioni, tipo quella di mandare a piedi ogni tanto l'intera città). Altrimenti restiamo cosi, aspettando che un acquazzone o la brezza primaverile ci tolgano di dosso nebbia e polveri, e rimirando magari il vuoto desolante dei parcheggi d'interscambio, esempi di un certo tipo di «interventi strutturali»: quelli che, se non supportati, non risolvono un bel nulla.