Il ciclone Madrid travolge le Borse


MILANO. La paura del «contagio greco» ieri ha fatto tremare tutte le borse europee e spinto in serata il presidente della Bce (la Banca centrale europea), Jean Claude Trichet, a usare toni molto netti sul ferreo 'dogma" che regge il patto di stabilità comunitario.
I timori maggiori arrivano dalla Spagna dove la Borsa di Madrid ha registrato una flessione del 5,98%, trascinando al ribasso Milano, dove l'indice Ftse Mib ha segnato -3,45% e le altre piazze del continente: Parigi ha segnato -2,75%, Londra -2,17%, Francoforte -2,45%. Complessivamente le Borse europee hanno bruciato 128 miliardi di euro di capitalizzazione e a metà seduta il Dow Jones cedeva il 2,08% mntre il Nasdaq perdeva il 2,33%. Contro tutte le previsioni, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Usa sono aumentate la settimana scorsa, gettando ombre su una ripresa economica sostenibile. «Il mercato è rimasto molto deluso dai dati sui sussidi di disoccupazione», spiegano gli analisti. «Gli investitori sono scettici, la ripresa nel 2010 probabilmente non sarà cosi forte come avevano pensato in un primo momento».
Nella giornata in cui la Bce ha deciso di confermare all'1% il tasso di riferimento dell'Eurozona, il Presidente Jean-Claude Trichet ha dichiarato che molte aree europee «stanno registrando forti squilibri di bilancio, in rapido aumento, che a loro volta sfociano in tassi di interesse a medio e a lungo termine più elevati, frenando gli investimenti privati. Il rispetto totale del patto di stabilità e di crescita è vitale», ha ribadito, al termine del Consiglio direttivo, il presidente della Bce. Trichet ha sottolineato «come un alto livello dei debiti e dei deficit pesino sulla politica monetaria dell'area dell'euro». Il piano di rientro greco va bene, ha detto Trichet, l'importante è che ora non ci siano ulteriori ritardi e che gli obiettivi vengano centrati. «Spesso - ha concluso il Presidente della Bce - si dimentica quanto sia solida la struttura dell'Eurozona e anche del fatto che il nostro deficit aggregato è molto inferiore a quello accumulato, ad esempio, da Stati Uniti e Giappone».
Nessun commento sul tonfo delle Borse per i timori sui conti pubblici spagnoli ma ovviamente ieri l'attenzione era centrata solo sul rischio contagio greco. La situazione dell'economia iberica è molto difficile, i disoccupati sono in forte crescita e ieri la Caritas ha stimato in 8 milioni i poveri, 1,2 milioni dei quali in una condizione di povertà assoluta. Il Governo Zapatero ha messo a punto un piano di tagli alla spesa pubblica e varato una riforma delle pensioni che hanno portato i sindacati a scendere in sciopero. Ieri il Tesoro spagnolo ha venduto titoli di stato per 2,5 miliardi di euro con scadenza 2013: la domanda è stata buona (quasi il doppio dell'offerta), ma Madrid ha dovuto pagare un tasso piuttosto salato dato che il rendimento medio è stato del 2,63 per cento, contro il 2,14% dell'ultima asta del 3 dicembre.
Il contagio partito dalla Grecia aveva già colpito mercoledi il Portogallo: il Tesoro di Lisbona era stato costretto a ridurre da 500 a 300 milioni di euro una emissione di titoli di stato a 12 mesi per cercare di 'calmierare" l'improvvisa fiammata dei rendimenti lordi annui, schizzati all'1,379% rispetto allo 0,928% segnato all'asta del 20 gennaio scorso, pari a un aumento del 50 per cento. Inevitabili le ripercussioni negative sull'euro sceso ai minimi da oltre 7 mesi sul dollaro, a 1,3770 contro 1,3893 segnato mercoledi in chiusura a New York.

Andrea Di Stefano