Il capitalismo visto da Moore
TORTONA.Cos'è il capitalismo e perché gli americani per primi, tutti i cittadini del pianeta a seguire, ne subiscono il fascino contraddittorio fatto di tante promesse ma anche di cocenti delusioni? Persuaso che indignazione e risata debbano accompagnarsi per sortire un sovvertimento del (dis)ordine costituito, in Capitalism: A Love Story il regista Michael Moore (oggi, ore 21, al Megaplex Stardust) porta la sua cinepresa nel cuore della borsa e degli affari, a Wall Street e dintorni.
Spezzoni di film, musica classica, inserti pubblicitari, vecchi cinegiornali e animazione si confermano la miscela che al cineasta riesce meglio, quella cioè dove la verità dei fatti e le responsabilità dei singoli e dei sistemi vengono accentuate, anziché diluite, dalla manipolazione linguistica e dallo sberleffo caricaturale.