Quindicenne sgozzato, fermati due romeni
TORINO. Li hanno trovati nascosti nel buio di una stanza, in fuga da quel pomeriggio di alcol e violenza terminato con l'accoltellamento di Giorgio Munteanu, il quindicenne aggredito e sgozzato sabato a Torino per una sigaretta negata.
La squadra mobile del capoluogo piemontese ha fermato ieri due fratelli sospettati di essere gli assassini del giovane romeno, ucciso in un giardinetto di periferia dopo un diverbio (era già da sabato sulle loro tracce). Al momento del fermo i due, entrambi romeni di Bacau ed entrambi incensurati, si trovavano a casa della madre a Nichelino, nell'hinterland torinese. Il più grande, Catalin, 26 anni, è in Italia da tre anni ed è di professione decoratore, dopo una vita trascorsa tra vari lavoretti. Il fratello minore, invece, ha 17 anni ed è arrivato in Italia dieci anni fa insieme alla madre.
Una famiglia problematica, in cui si accavallano storie di immigrazione, povertà ed abbandono. La madre, disoccupata, ha altre due figlie più grandi e un figlio piccolo, avuto dal nuovo compagno, un italiano infortunatosi in un incidente in cantiere.
La caccia all'uomo era partita poco dopo la morte di Giorgio, con la raccolta delle testimonianze dei giovani che sabato si trovavano nei giardinetti di via Vibò. I due fermati sono stati individuati, spiega il capo della Squadra Mobile di Torino, Sergio Molino, grazie alle immagini riprese poche ore prima dalle telecamere di sicurezza di un free shop non lontano dal luogo dell'omicidio. Nei fotogrammi si vedono i due giovani acquistare alcuni cartoni di vino, diventato poi probabilmente carburante per la violenza. Grazie alla collaborazione della comunità romena e dei residenti della zona, racconta Molino, è stato possibile risalire ai due fratelli. Al momento del fermo, i due giovani hanno fatto parziali ammissioni dell'aggressione, anche se non è ancora chiara la dinamica.