Sannazzaro senza dati La centralina non funziona
SANNAZZARO. Dati sulle polveri sottili non disponibili. Da una decina di giorni le centraline sono in tilt e il livello di Pm10 registrato a Sannazzaro resta un mistero. Il prolungato silenzio preoccupa e l'assessore all'Ambiente, Pietro Signorelli, chiede conto all'Arpa, l'Agenzia incaricata dei rilevamenti.
«Attraverso il consulente tecnico, che fa parte della commissione comunale di controllo, avevamo già inviato un fax all'Arpa nei giorni scorsi chiedendo di ripristinare al più presto i dati - afferma Signorelli -. Se nulla cambierà, domani torneremo a sollecitare perchè non mi ricordo un black out cosi lungo». Gli ultimi dati disponibili sono quelli tra il 16 e il 20 gennaio e sono sempre superiori ai limiti di 50 microgrammi di polveri sottili per metro cubo.
Intanto, la commissione di Salvaguardia Ambientale, di cui fanno parte i comuni di Sannazzaro e Ferrera, tecnici e consulenti e la Provincia, ha analizzato cause ed effetti dei due incendi avvenuti alla raffineria Eni il 21 ed il 26 dicembre. Presente al summit anche il nuovo direttore della raffineria, Remo Pasquali. Il presidente della commissione Roberto Zucca aveva attivato la convocazione di un incontro. Nelle inchieste dei tecnici è emerso «che una concomitanza sfavorevole di eventi ha determinato gli incendi che sono pertanto stati originati da cause indipendenti tra esse e valutati come incendi di limitata gravità e pericolosità».
L'esito dell'inchiesta presentata alla Commissione ha evidenziato: «Nei due incendi è stata coinvolta solo una quantità relativamente modesta di idrocarburi leggeri che, a seguito della loro combustione, non hanno portato alla produzione di composti pericolosi per i lavoratori del polo industriale, né per le collettività». Comunque la Commissione ha ribadito la necessità che la raffineria Eni dia sempre riscontro di eventuali problemi, che tenda ad innalzare l'affidabilità dei suoi impianti e favorisca una sempre più mirata analisi dei rischi. (l.g e p.c.)