Kabul, ucciso per errore un imam I vertici della Nato chiedono scusa

KABUL.A Londra l'Occidente, i suoi alleati e il governo di Hamid Karzai invitano i talebani alla pace, ma in Afghanistan la Nato uccide, sia pure per errore, un imam, con tante scuse e la promessa di un risarcimento alla famiglia, scatenando le proteste della gente davanti a Camp Phoenix, una delle più grandi basi militari straniere a Kabul. L'ammissione arriva dalla stessa Isaf, la forza internazionale guidata dall'Alleanza, con un comunicato del portavoce, generale Eric Tremblay, che definisce la morte dell'imam uno «spiacevole incidente» e ne spiega la dinamica.
L'auto, sulla quale si trovava il religioso, è «apparsa come una minaccia» e quindi i militari hanno aperto il fuoco. Teatro dell' «incidente», la Jalalabad Road, la strada che collega l'aeroporto di Kabul con la zona delle ambasciate, una delle vie più a rischio della capitale afghana per le forze internazionali.