«L'Asl taglia i nostri stipendi»

PAVIA. «Il medico ha sempre meno tempo per curare i pazienti e sempre più incombenze burocratiche». Cresce il malumore tra i medici di famiglia che, sostenuti dalle associazioni sindacali, hanno messo nero su bianco il loro disappunto in una lettera inviata all'assessore regionale alla Sanità Bresciani: prima la «lite» con gli specialisti sulle prescrizioni e ora gli stipendi decurtati.
La goccia che fa traboccare un vaso che definiscono già colmo è infatti la busta paga che molti medici hanno trovato molto più leggera.
E puntano il dito sul modo con cui «l'Asl di Pavia, direttamente o indirettamente tramite Lombardia Informatica, stabilisce le nostre retribuzioni, con trattenute pretestuose e ritardi nei pagamenti di prestazioni effettuate da mesi». Riduzioni anche di settecento, mille euro al mese.
Il primo taglio che mettono in discussione è quello sui cittadini extracomunitari con l'iscrizione scaduta. «Premesso che siamo obbligati per legge oltre che per motivi deontologici e umanitari a garantire l'assistenza a questi pazienti, anche se la loro iscrizione è scaduta - scrivono i medici di famiglia - gradiremmo perlomeno che una volta che questi cittadini si sono reiscritti ci vengano riconosciute da subito le quote arretrate. Cosa che purtroppo non avviene». Ci sono medici che aspettano da mesi il contributo, nonostante continue sollecitazioni. «Ma in Asl si fa ricadere la causa del 'disguido" a Lombardia Informatica con cui peraltro noi non abbiamo possibilità di dialogo».
Questa volta il problema riguarda i cittadini extracomunitari. Ma in passato, raccontano i medici di famiglia, hanno dovuto fare i conti con quello dei pazienti deceduti («perlatro ancora aperto» scrivono nella lettera) e dei pazienti fuori Regione.
«E cosi ogni tanto ci vengono trattenute quote di pazienti che non sono più nostri assistiti da almeo 3,4 fino a 10 anni - spiegano i medici di base -. La logica vorrebbe che con un sistema informatico decente ci si accorga delle scadenze in tempo reale, come avviene in altre regioni, ad esempio l'Emilia Romagna. I colleghi emiliani ci hanno riferito che i pazienti vengono cancellati in tempo reale e si stupiscono della nostra situazione visto che il nostro sistema informatico Siss è operativo da anni mentre il loro progetto 'Sole" è stato attivato solo di recente». E infine un richiamo al problema delle prescrizioni: «il recente obblico per lo specialista di rilasciare al paziente le impegnative per ulteriori esami e visite, entrato in vigore il primo dicembre scorso, è caduto pressoché nel vuoto e nessuno in Asl o Regione è deputato a controllarne il rispetto». (m.g.p.)