Traffico illecito di rifiuti l'inchiesta «Iron» è chiusa Chiesti 15 rinvii a giudizio


RIVANAZZANO.La procura di Voghera ha chiesto il rinvio a giudizio per quindici delle sedici persone indagate nell'ambito dell'operazione denominata «Iron» e che riguardava un traffico illecito di rifiuti e una bancarotta fraudolenta collegata alle società coinvolte nell'indagine. Ad uscire dal procedimento solo il piemontese Giuseppe Filippa (che era difeso dall'avvocato Paolo Zambianchi). Davanti al giudice e al pubblico ministero, nei prossimi giorni, arriveranno invece Mauro Raimondi, la moglie Mirella Bravi e la figlia Debora Raimondi, residenti a Varzi e considerati i principali imputati (difesi dagli avvocati Igor Dante e Igor D'Onofrio); Luca Gandolfi, di Santa Margherita Staffora; Mauro Lombardi, di Alessandria; Alberto Ricciardi, di Massa; Pierluigi Morini, di Torino; Francesco Rocchelli, di Casteggio; Gianluigi Carena, di Corana; Riccardo Tornari, di Brallo di Pregola; Stefano Spalla, di Voghera; Pietro Dapiaggi, di Casteggio; Alessandro Moscatelli, di Varzi; Rosario Giglio, di Voghera; Claudio Desideri, di Voghera. La vicenda giudiziaria è complessa e le posizioni dei singoli imputati sono diverse per ruoli e responsabilità. Sta di fatto che, in sintesi, la procura contesta una serie di illeciti (finalizzati ad un guadagno irregolare) nella gestione di rifiuti pericolosi fatti risultare falsamente come «materie prime secondarie». Cauti i difensori: «Aspettiamo di vedere cosa succederà all'udienza preliminare», si limita a dire l'avvocato Dante, difensore di Raimondi e Bravi.

Filiberto Mayda