«Le porgo i saluti di Cinzia...»


BOLOGNA.Missioni all'estero con la fidanzata, una diaria non dovuta, un bancomat che appare e scompare. La coda velenosa di una storia d'amore di otto anni naufragata nel rancore è all'origine delle dimissioni di Flavio Delbono. Che è indagato per peculato, truffa e abuso d'ufficio dopo le rivelazioni della sua ex fidanzata Cinzia Cracchi, lasciata per un'altra donna e trasferita dalla segreteria dell'allora vicepresidente-fidanzato, all'ufficio relazioni con il pubblico della Regione.
La donna, anche lei indagata e che ora si dice umanamente dispiaciuta, per anni riceve dal suo ex una sorta di vitalizio ma medita vendetta. Nel 2009 in campagna elettorale si rivolge ai rivali di Delbono. Giorgio Guazzaloca la mette alla porta intimandole di rivolgersi a un giudice o a un prete. Alfredo Cazzola, invece, in un dibattito radiofonico attacca frontalmente il rivale: «Le porgo i saluti della signora Cinzia, che è la sua ex compagna e che ha tantissimo da dire in merito alla moralità di Delbono». Il candidato di centro sinistra querela. Pochi giorni dopo diventa sindaco. La Procura apre un fascicolo a carico di ignoti e propone l'archiviazione. Il Gip respinge la richiesta e chiede nuove indagini.
Il dimissionario sindaco si trova cosi indagato per abuso d'ufficio, peculato (per le cinque missioni tra il 2004 e il 2008 a Parigi, Gerusalemme, New York, Pechino e Praga con l'ex segretaria-fidanzata), e truffa aggravata (per altre due trasferte a Santo Domingo e a Cancun, in Messico). Su queste vicende è stato già sentito dalla procura sabato per cinque ore spiegando di aver fornito «elementi documentali e citando testimoni». Riconosce anche alcune leggerezze come «la presenza di un disguido o di un'incomprensione tra me e la mia segreteria. Ciò che ha provocato il rimborso di una diaria di 490 euro per un viaggio in missione che non avevo fatto» e che ora sta restituendo.
C'è anche il capitolo del bancomat sequestrato a Cinzia Cracchi, usato dalla donna per 4 anni per prelevare una somma mensile tra i 600 e i 1000 euro, garantiti da Delbono. Il conto e il bancomat erano di proprietà di Mirko Divani, un amico imprenditore. La Procura ha sentito l'assessore comunale Luisa Lazzaroni che consegnò alla Cracchi 5000 euro in busta chiusa dopo le elezioni comunali. (v.l.)

dall'inviato