«Non mi dimetto, nemmeno se rinviato a giudizio»
BOLOGNA. Ha incassato l'indennità prevista dalla Regione per una trasferta in Messico quando era vicepresidente, ma era in vacanza a Santo Domingo con l'ex compagna ed ex segretaria Cinzia Cracchi. Ma fu un errore burocratico - per di più veniale, 400 euro circa - non una truffa.
Cosi il sindaco di Bologna Flavio Delbono, indagato anche per peculato e abuso di ufficio, si è difeso davanti al pm Morena Plazzi. In ogni caso non si dimetterà, ha assicurato. Nemmeno se venisse rinviato a giudizio. «L'idea non esiste e non mi ha mai sfiorato il cervello», ha tagliato corto. Il giorno più lungo del successore di Cofferati è cominciato alle 9 in punto. Alle 14 è uscito «molto sereno e rassicurato». Per due ore ha risposto alle domande del pm su cinque missioni all'estero in cui, secondo l'accusa, avrebbe usato la carta di credito aziendale anche per spese personali. Il resto del tempo ha rilasciato dichiarazioni spontanee chiarendo altri punti. Tutto chiarito, ha spiegato ai cronisti, sulle cinque trasferte. Mea culpa, invece, per il viaggio in Messico nel 2007 quando la missione si trasformò in una vacanza a Santo Domingo con la Cracchi, ora anche lei indagata per peculato e abuso d'ufficio. «C'è in effetti un errore di cui sono in parte corresponsabile - ha ammesso - Mi è stata riconosciuta una missione che avevo intenzione di svolgere e non ho svolto. Ho firmato delle carte in automatico, non voglio scaricare colpa su nessuno, un equivoco, un disguido» ricordando più volte la lieve entità della diaria percepita ingiustamente, che si è impegnato a restituire.
A questo punto, perché si configuri o si escluda la truffa aggravata, bisognerà capire se l'errore sia stato commesso consapevolmente o no.
Tutto regolare invece per l'altra trasferta fatta in Messico nel 2005. Lo prova la fattura di un'agenzia di viaggio che il sindaco ha consegnato al pm. Punto debole della testimonianza è la gestione del bancomat, intestato a Mirko Divani, amico del sindaco, e dato in uso da Delbono alla sua ex compagna. Tra i due amici un prestito di circa 10 mila euro che Delbono aveva fatto a Divani. Per semplificare la restituzione dei soldi, Divani offri all'amico il bancomat da cui il creditore poteva prelevare 500 euro al mese. Successivamente la tessera fu girata alla Cracchi. «Era la persona a cui ero legato - ha spiegato Delbono - invece di darle contanti, per ragioni di riservatezza legate alle rispettive situazioni famigliari, mi sembrava più discreto utilizzare un bancomat senza nome e cosi glielo diedi».