«L'Università è stata sleale con noi»


PAVIA.Due righe, firmate dal rettore Angiolino Stella, annunciano che Franco Locatelli lascerà il San Matteo il primo febbraio. Due righe secche che il policlinico non manda giù. «E' un comportamento sleale - sbotta Ettore Filippi, consigliere anziano che in questi giorni sostituisce il presidente -. Dal mese di settembre Università e Bambin Gesù (l'ospedale pediatrico di Roma, ndr) trattano sul trasferimento di Locatelli. Ce l'ha confermato il presidente della fondazione romana nei giorni scorsi. Ma a noi, nonostante le continue richieste di chiarimenti, è stata data una risposta solo ieri». E ora, spiegano in fondazione, ci sono 10 giorni per trovare un nuovo oncoematologo pediatrico. E dare una risposta all'ansia delle famiglie, al disorientamento dei volontari che operano nella struttura. «Noi vogliamo rassicurare i genitori dei piccoli pazienti - aggiunge il consigliere di amministrazione Antonio Prati -. L'attività in clinica non si ferma e la direzione si è già mossa per trovare una soluzione di alto livello». Una soluzione ospedaliera che potrebbe essere raggiunta oggi stesso richiamando a Pavia un nome di prestigio, un ex allievo della scuola pavese. Ma l'attrito con l'università spinge il San Matteo a fare un passo anche più lungo, mettendo mano all'intera clinica pediatrica di cui Locatelli era da poco anche primario. «Divideremo i 26 letti - dice Filippi -. Al primario ospedaliero sarà affidata l'Oncoematologia e 16 letti di pediatria, all'Università gli altri 10. L'ateneo decida a chi affidarli e risolva l'annosa disputa tra Bozzola e Marseglia. Noi abbiamo fatto tutto il possibile per trattenere Locatelli, compreso pagargli una quota di stipendio da ordinario, ma a questo punto andiamo per la nostra strada, dobbiamo rispondere ai pazienti, alla città e non alle logiche di carriera o di gerarchia dei professori universitari». Il San Matteo, sottolinea Prati, «ha bisogno di programmazione per poter fare scelte di alto livello». I dissapori erano nell'aria da tempo, stemperati solo dalla convergenza sul chirurgo pisano Andrea Pietrabissa. «Per la direzione di 5 anni di Anatomia Patologica ci è stato proposto un docente a cui mancano 9 mesi per andare in pensione e che ha chiamato in causa l'ateneo per mobbing. Ora veniamo costretti a un arbitrato, che peraltro ha un costo». Un rapporto in crisi quello con l'ateneo?. «Ci auguriamo che questo sia un chiarimento e ci consenta di riprendere i rapporti con maggiore coerenza».

Maria Grazia Piccaluga