Snia, il progetto può ripartire
PAVIA.Ora che la quota di Luigi Zunino è passata al gruppo torinese Ipi, cosa ne sarà dell'area Snia? Ad acquisizione appena avvenuta Ipi ha per ora solo sottolineato l'impegno «ad accelerare i tempi di valorizzazione».
Ma dove eravamo rimasti? La Risanamento di Zunino aveva poco meno del 50 per cento, poi c'è la quota più consistente della BorgoSnia del gruppo Ferretto, seguita dalla Tradital e dalla ex Moro Costruzioni. Questo gruppo aveva presentato una proposta iniziale di Piano integrato di intervento. Si tratta di un progetto dettagliato ma non definitivo. Per capire, c'è l'idea, il piano volumetrico, il quadro economico, ma non la resa grafica di come dovrebbe venire il progetto.
La loro proposta iniziale era stata approvata dalla giunta Capitelli il 24 marzo 2006. Cosa prevedeva? Il lato più a sud doveva essere residenziale, con una parte anche di case popolari. Più a nord, dalla parte di viale Montegrappa, era previsto invece terziario di vario tipo: uffici, negozi e una media distribuzione di alimentari sotto i 1500 metri quadrati. Per rendere l'idea simile al Despar alla Pelizza. Un'operazione grossa, da circa 150 milioni di euro. Che prevedeva anche un parcheggio pubblico, molto verde. Con gli extra-oneri dovevano restare soldi per la nuova scuola media. L'idea era infatti di vendere la Leonardo da Vinci e di costruire la nuova scuola a Pavia ovest. Dirottando gli alunni della Leonardo residenti in centro sulla Casorati. Che doveva essere a sua volta alleggerita dagli alunni residenti verso est. E sarebbero anche saltati fuori i soldi per la strada di gronda e il centro civico.
L'allora amministrazione aveva dato alcune indicazioni per modificare il piano (per esempio chiedendo una pista ciclabile) e il gruppo di imprenditori aveva integrato la sua proposta ripresentandola nell'estate del 2007. Ma con la crisi finanziaria dell'imprenditore Zunino il progetto si era fermato.
E ora? L'ipotesi più attendibile potrebbe essere questa: la nuova formazione potrebbe presentare una nuova proposta iniziale. Sarebbe un nuovo Piano di intervento integrato e quindi dovrebbe ricominciare tutto l'iter. Oppure. Visto che si parla di un rinvio della scadenza per la presentazione del Pgt (con relativa richiesta della Regione di non farvi rientrare i Piani di intervento) si potrebbe far ricadere il progetto per l'ex Snia interamente nel Pgt. Meno probabile invece un rifiuto del gruppo tanto da chiedere l'attuazione dell'attuale Pgt, che però risale al 2003. O ancora: anche l'Ipi potrebbe accettare la precedente proposta, ma chiedendo all'attuale amministrazione di dare a sua volta un nuovo ok. E a quel punto la proposta definitiva dovrebbe passare in Consiglio comunale. In ogni caso servirà comunque del tempo. (ma.br.)