Gela, la mafia voleva uccidere l'ex sindaco L'attentato scoperto grazie a un pentito
CALTANISSETTA.Cosa nostra si preparava a uccidere l'ex sindaco di Gela Rosario Crocetta, ora parlamentare europeo del Pd, e una cugina del gup di Caltanissetta, Giovanbattista Tona, scambiata dai boss per la sorella del magistrato. Il piano è stato sventato dalla squadra mobile di Caltanissetta e dal commissariato di Gela. Determinante per le indagini è stata la lettera di un detenuto che ha avvertito gli inquirenti del progetto.
Cinque i mafiosi ai quali è stata notificata, in carcere, la misura della custodia cautelare. Mentre altri 4, sempre detenuti, sono stati denunciati. L'indagine si è avvalsa anche delle rivelazioni di un pentito, Crocifisso Smorta, che apparteneva allo stesso clan mafioso che aveva emesso la sentenza di morte contro Crocetta e contro quella che credevano la sorella di Tona.
Nella lettera dal carcere il detenuto ha raccontato alla polizia che uno dei personaggi coinvolti, Emanuele Argenti, gli aveva detto di riferire a un altro esponente mafioso che «la cosa» poteva essere fatta a partire dal 20 gennaio 2010. L'ex sindaco di Gela, Rosario Crocetta, è da tempo nel mirino della mafia, per il suo impegno contro racket e usura e per l'azione di trasparenza negli appalti. Già nel 2003 la Stidda aveva deciso di ucciderlo, assoldando un killer lituano. Nel 2006, altra condanna a morte, stavolta di Cosa Nostra.