Mense, altri aumenti Ora l'una tantum di 5 euro a bambino
PAVIA. Le mense costano. Costano tantissimo: per dar da mangiare a 4.500 studenti servono più di 3 milioni l'anno. E cosi, dopo il ticket di un euro spalmato su due anni anche per le famiglie a basso reddito, arriverà la «tariffa annuale di iscrizione»: 5 euro a bambino da versare una tantum al momento dell'iscrizione alla mensa.
L'opposizione si prepara a dare battaglia: parla di provvedimento punitivo e aggiunge che una scelta di questo tipo sarebbe inutile visto che un introito di poco più di 20mila euro sarebbe una goccia nel mare delle spese per le mense scolastiche. L'assessore all'istruzione Rodolfo Faldini, invece, difende la scelta spiegando che i 5 euro all'anno per ogni figlio che mangia alle mense scolastiche sono un contributo simbolico che, però, serve a responsabilizzare le famiglie. Per il momento esiste solo una proposta di delibera firmata dall'assessore Faldini: martedi la proposta sarà presentata in commissione, poi passerà in Consiglio per il voto. Ma perchè introdurre l'iscrizione alle mense?
«L'obiettivo è responsabilizzare le famiglie nella gestione di un servizio che, a Pavia, è ad un livello di eccellenza - risponde l'assessore Faldini -. Oggi il Comune copre quasi il 62 per cento dei costi delle mense e nei prossimi mesi sarà necessario affrontare una serie di interventi. Dovranno essere sostituiti gli arredamenti di alcuni refettori, si dovrà rinnovare il parco dei carrelli riscaldati. E poi vorremmo superare definitivamente la fase dei doppi turni in mensa che ancora oggi, ad esempio, sono necessari alla scuola del Vallone, alla Carducci e alla scuola Canna».
Ma non sono pochi i 22mila euro che entreranno in cassa con l'iscirzione?
«Non vogliamo frugare nelle tasche delle famiglie - prosegue Faldini -. L'iscrizione sarà una base di partenza per riorganizzare il servizio. Consentirà, solo per fare un esempio, di tenere le famiglie costantemente informate sui servizi con Sms o telefonate. Oggi, per qualsiasi necessità extra, dobbiamo pescare nel bilancio: i soldi ricavati dalle mense, invece, devono servire solo a migliorare le mense».
Il commento dell'opposizione è durissimo. «La tassa di iscrizione serve solo a fare cassa e recuperare soldi sempre a spese delle famiglie pavesi con figli - taglia corto il capogruppo del Pd Francesco Brendolise -. Le famiglie pavesi quest'anno escono con le ossa rotte, oltre che dalla crisi economica, anche dalla scellerata politica di bilancio della giunta Cattaneo che, con questa nuova proposta di provvedimento si accanisce sui cittadini con figli in età scolare».