«Vietato ai cinesi se non parlano italiano» Sale la tensione nelle Chinatown toscane

FIRENZE.A Empoli un commerciante espone un cartello, «Vietato ai cinesi se non parlano italiano»; a Prato un maxiblitz delle forze dell'ordine contro il lavoro irregolare ieri ha portato al sequestro di 28 aziende gestite da cinesi e a scoprire 65 clandestini; a Firenze un orientale, editore di un giornale in cinese diffuso a Prato è stato denunciato per stampa clandestina. Tre episodi che riguardano l'immigrazione cinese in Toscana.
Il commerciante di Empoli lunedi ha esposto il cartello sulla vetrina d'ingresso del suo negozio di abbigliamento nel centro storico. «E' una provocazione - ha spiegato ai giornalisti -. E' un atto di ribellione, non come razzista ma dovuto a una serie di comportamenti di alcuni cinesi». A suo dire i cinesi entrerebbero nel negozio non per comprare merce ma per osservarla e conoscere i metodi di cucitura.
«In pratica vengono qui per copiare la mia merce e rifarla uguale - ha detto - Ecco perché fanno finta di non parlare la nostra lingua. Non comprano niente e sono anche scortesi». La polizia municipale è intervenuta per far rimuovere il cartello. E il sindaco Luciana Cappelli sta pensando di multarlo: «E' un gesto intollerabile».