Ferri chirurgici cancerogeni, 13 arresti Non abbattevano i residui del gas tossico
PESCARA.Ferri chirurgici sterilizzati senza l'abbattimento finale dei residui di ossido di etilene, gas particolarmente cangerogeno, e che poi venivano usati in ospedali e case di cura del Centro Italia: li hanno scoperti, in due anni di indagini, i carabinieri del Nas che hanno arrestato tredici fra dirigenti, amministratori e tecnici della ditta lombarda «Bioster Spa» con sedi anche in Abruzzo, Emilia Romagna e Veneto. Ma era nello stabilimento di Popoli (Pescara) che, per gli investigatori, si svolgeva l'attività illegale.
Le accuse per i tredici, tutti ai domiciliari, sono di associazione per delinquere e truffa, frode nelle forniture pubbliche, adulterazione degli alimenti e falsità materiale e ideologica. Ci sono anche 42 indagati, 36 dei quali già identificati. Tra loro anche i titolari di due ditte alimentari, di Roma, che, secondo i militari del Nas, sapevano bene quanto accadeva nello stabilimento di Popoli.
Con l'ossido di etilene l'azienda avrebbe sterilizzato, sino al 2007, anche partite di alimenti di frutta secca e stuzzicadenti. A capo dell'organizzazione vi erano due bergamaschi, figli del legale rappresentate della Bioster, non coinvolto però nella vicenda: impartivano ai dipendenti i compiti, tra i quali quello di falsificare i documenti. Gli arresti sono stati eseguiti nelle province di Pescara, Frosinone, Bergamo e Brescia. Tra le strutture che avrebbero utilizzato il servizio della Bioster figurano il centro traumatologico di Roma, gli ospedali Sant'Eugenio, San Camillo-Forlanini e Regina Elena di Roma, il Grassi di Ostia (Roma) e il Mazzini di Ascoli Piceno.