Puglia, il caso Vendola complica tutto


ROMA.Il governatore pugliese Vendola, dopo la smentita della procura di Bari sulla sua iscrizione nel registro degli indagati per lo scandalo della sanità, incassa la solidarietà del suo antagonista alle primarie del centrosinistra, Francesco Boccia, e quella della destra che con Cicchitto denuncia «l'ennesima incursione dei pm».
Ma l'attenzione è rivolta alle primarie pugliesi di domenica dove si contrapporranno Boccia e Vendola. Massimo D'Alema spiega che «le elezioni si vincono con le alleanze e non va trascurato l'appoggio dell'Udc. Se vince Boccia noi partiremo con un notevole vantaggio sul centrodestra che pure ha i suoi problemi». In caso contrario Vendola «rischia di diventare il capo di un'alleanza che poi perderà le elezioni, il che sarebbe disastroso per la Puglia, per tutti noi, ma in modo particolare per lui». Anche la destra ha in Puglia i suoi problemi: ancora senza candidato, accarezza l'idea di proporre Adriana Poli-Bortone come alternativa al centrosinistra.
Ma le attenzioni si concentrano sull'Udc. Il partito di Casini sta intessendo alleanze a «geometria variabile» con una forte attenzione verso il centrosinistra, ad eccezione del Lazio. Il centrodestra oscilla tra due tendenze: quella che spinge per la rottura e vuole bloccare i centristi sulla sponda sinistra del Po che ha nel direttore del Giornale, Feltri, e nella Lega di Bossi i più importanti esponenti. L'ala dialogante è rappresentata dagli uomini vicini a Gianfranco Fini, che puntano sulla conferma dell'appoggio alla candidata laziale Renata Polverini.
Nell'Udc si guarda con crescente fastidio alla Lega, considerata il partito che condiziona Berlusconi. «La Lega vuole comandare al Nord - sbotta Pier Ferdinando Casini - e determinare le politiche del Pdl anche al Sud. Bossi sta sfidando il Pdl e comprimendo la sua autonomia politica». Il leader centrista non intende «riconoscere una leadership morale e culturale alla Lega» e deciderà nelle prossime ore se confermare l'alleanza elettorale con la Polverini.
Dal Pd i segnali verso l'Udc si infittiscono. «Fino a quando gli elettori e gli esponenti dell'Udc saranno disposti ad accettare i continui attacchi di autorevoli rappresentanti del Pdl come Francesco Giro che, nonostante la disperata e precaria difesa di Alemanno, arriva ad attaccare persino la sua candidata Polverini affermando che l'accordo da lei sottoscritto col partito di Casini è un puro accordo di potere illogico, incomprensibile e opportunistico?» si chiede il deputato Pd Michele Meta.
La candidata del centrosinistra, Emma Bonino, ottiene l'appoggio dello scrittore Baricco e di Pippo Baudo e spiega che punta anche all'elettorato cattolico. Il Piemonte è una delle regioni dove sarà messa alla prova l'alleanza Pd-Udc a sostegno della candidata Mercedes Bresso: «I lumbard devono essere fermati alle porte del Piemonte», proclama.

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