Pirandello alla maniera di Beckett

MILANO.Pirandello vira verso Beckett. Giancarlo Cauteruccio nel portare in scena 'Uno, nessuno e centomila" (alla Sala Fontana fino al 24), affidandolo al fratello Fulvio, non dimentica quel punto di riferimento che l'autore di «Aspettando Godot» è sempre stato per lui.
Cosi, complice la riscrittura di Giuseppe Manfridi, sono enfatizzate le tematiche care ad entrambi i drammaturghi: l'alienazione dell'uomo contemporaneo, la sua crisi d'identità, la solitudine, il fallimento esistenziale, qui rappresentato da Vito Moscarda. Questi, infatti, è condotto dalla sua lucida follia, dal rapporto ossessivo con voci registrate che rimandano a Krapp e al suo nastro, dal moltiplicarsi in infinite personalità in un gioco di specchi che riflettono altri specchi, alla totale dissipazione di sé e all'incontro con il suo tragico destino, interrato fino al collo come in «Giorni felici».