Tortona sceglie i grandi registi

TORTONA.'Festival e... dintorni", la rassegna organizzata dal Circolo del cinema al Megaplex Stardust, raccoglie pellicole premiate o presentate nelle maggiori manifestazioni internazionali. Pellicole di qualità, che compongono un programma intrigante, aperto dallo struggente Lebanondi Samuel Maoz, ovvero la guerra vissuta dentro ad un corazzato israeliano isolato in una cittadina semidistrutta: un'ossessione claustrofobica che si riflette in violenza e morte e diventa la tragica perdita dell'innocenza davanti a quegli orrori (21 gennaio). Seguirà Il nastro biancodi Michael Haneke, che scava dentro i prodromi del nazismo con violenza psicologica raccontando gli strani fatti che terrorizzano un villaggio protestante della campagna tedesca dietro i quali si nascondono mostruosi grovigli e un gruppo di adolescenti inquietanti (28 gennaio). Mescolando umorismo, scandalo e indignazione, Capitalism: A Love Storydi Michael Moore esplora le ragioni dell'attuale crisi economica mondiale che ha messo in ginocchio milioni di persone togliendo loro casa, lavoro e risparmi (4 febbraio), mentre Good Morning Amandi Claudio Noce si muove tra solitudine e solidarietà per dare il toccante ritratto a due di un ragazzo italio-somalo e di un 40enne ex pugile, esistenzialmente tormentato, parlare con sensibilità di immigrazione e integrazione, mostrare quanto la vita lasci cicatrici profonde (11 febbraio). Gustosa commedia, Motel Woodstockdi Ang Lee ricorda il concerto-capitolo della storia del rock guardato da lontano, da un pulcioso motel gestito da Eliot Tiber e dalla sua petulante madre, dalle fattorie dei vicini e dal lungo percorso verso il palco che non si vede mai (18 febbraio). Lo stile documentaristico adottato da Michael Winterbottom in Genovasi sposa perfettamente alla volontà di fotografare lo smarrimento, le inquietudini, il dolore dei membri di una famiglia dopo una dolorosa perdita affettiva (25 febbraio); il soggetto di Viola di Maredi Donatella Maiorca è aspro ma coraggioso nel raccontare come solo l'amore assoluto possa rompere i riti del moralismo, seguendo senza nessun prurito compiaciuto la vicenda di Angela che si finge Angelo per poter sposare Sara, nella Sicilia della seconda metà dell'Ottocento (4 marzo); il bianco non solo metaforico di Francesca Comencini conferisce a Lo spazio bianco, dal romanzo di Valeria Parrella, un tono forte e delicato, tramite il quale osservare Margherita Buy, mamma fuori tempo massimo e fragile single, che attraversa 50 giorni di spazio bianco mentre la sua creatura decide se sopravvivere o arrendersi (1 marzo). Il compatto e emozionante Alza la testadi Alessandro Angelini un padre (Sergio Castellitto) decide che il figlio, nato da una relazione con una clandestina albanese, diventerà un campione di boxe: più lacrime che sangue (18 marzo), lascerà il posto a una storia cruda che mostra con realismo il crepuscolo del terrorismo italiano, feroce, sciatto, assetato di odio. Quella de La prima lineadi Renato De Maria, che rievoca i giorni rivoluzionari di Sergio Segio e della sua compagna Susanna Ronconi (25 marzo). (f. c.)