Certosa, è la vittoria dell'incuria


CERTOSA. Dopo il muro crollato un anno fa, i paracarri in granito del piazzale. Il più bel monumento della provincia subisce un altro danno di immagine.
C'è anche una discarica abusiva a poche decine di metri di distanza dall'ingresso. L'ultimo episodio, le colonne abbattute, risalgono secondo alcuni testimoni almeno a quindici giorni fa. Poco si sa anche sulle cause, da attribuire molto probabilmente ad una manovra errata di qualche pullman. Resta il fatto che dopo aver circoscritto l'area, segnalando il pericolo con il nastro bianco e rosso, ancora nessuno ha provveduto a spostare i tre pezzi di granito spezzati per restaurarli e rimetterli al loro posto. Non si tratta, naturalmente, di una semplice questione estetica, con la vista sulla facciata del capolavoro architettonico di Certosa deturpata dai basamenti abbandonati per terra. C'è anche una questione di sicurezza dei pedoni, considerando anche che il monastero è meta di centinaia di turisti ogni settimana, soprattutto nel week-end. Senza parlare del fatto che i tre monconi si trovano proprio all'entrata del sentiero pedonale che porta all'abbazia. Ancora una volta, il biglietto da visita non è dei migliori. Il ristorante a fianco dello storico edificio è chiuso da tempo. La vegetazione sta oramai ingoiando interamente la palazzina, quasi a simboleggiare l'indifferenza per quello che succede attorno al grande complesso monastico voluto da Gian Galeazzo Visconti nel 1396.
Non è tutto. Poche decine di metri più in là, dietro le mura, sulla strada che porta verso la provinciale, una mini-discarica composta da una lavatrice, un water e altri pezzi di elettrodomestici abbandonati. Ultima nota dolente per la Certosa la cinta muraria crollata esattamente un anno fa. Lo squarcio si apri all'improvviso in un piovoso pomeriggio del 23 gennaio dell'anno scorso.
Per fortuna, i mattoni caddero verso l'interno e non sulla strada, evitando almeno rischi per auto e pedoni di passaggio. Dopo la recinzione di fortuna, il sopralluogo della Sovrintendenza e le promesse di un restauro in tempi ragionevoli, è calato il silenzio sulla vicenda. Il tutto mentre Comune e Provincia, non più tardi di 15 giorni fa, si sono incontrati per parlare del rilancio del turismo nella zona.

Giovanni Scarpa