Consumatori all'attacco
ROMA.Consumatori all'attacco sui costi del vaccino contro l'influenza A, il sovraffollamento delle classi di studenti e l'assenza di sicurezza di alcune zone a rischio frana. Nel giorno del debutto della class action anche nella pubblica amministrazione, non perdono tempo: annunciano la presentazione di tre'azioni' nei settori della sanità, della sicurezza e della scuola e chiedono complessivamente un risarcimento di quasi 17 miliardi. Trascorsi i novanta giorni dalle diffide e in assenza di una risposta positiva da parte delle amministrazioni ricorreranno al Tar, cosi come previsto dal decreto legislativo che ha introdotto il nuovo strumento. La class action nel settore pubblico, tuttavia, non prevede il risarcimento del danno subito, ma ha l'obiettivo di ripristinare il servizio. Se si accertano responsabilità, scattano i provvedimenti disciplinari, fino al licenziamento nei casi più gravi, nei confronti dei dipendenti o dirigenti negligenti. Che, di certo, non potranno aspirare ai premi previsti per i più meritevoli dalla riforma Brunetta. La questione non di poco conto è che il decreto sulla class action ha introdotto, in sede parlamentare, una norma transitoria che rinvia l'applicazione concreta del provvedimento ad uno o più decreti che definiranno gli standard qualitativi dei servizi. Secondo l'interpretazione del ministero della Pubblica Amministrazione, l'azione «potrebbe essere promossa da subito in caso di violazione dei termini per il rilascio di una pratica oppure di mancata emanazione di atti amministrativi. Mentre negli altri casi, si dovrà attendere. Per essere più esemplificativi: se non si fornisce una risposta nei termini per il rilascio di una licenzia edilizia, si potrebbe da subito, secondo l'interpretazione che fornisce il ministero, fare ricorso alla class action.