Cotta: «Più corsi di sostegno Bisogna stimolare i ragazzi»

VIGEVANO.Una lotta serrata all'abbandono scolastico. E' quella che conduce da tempo il sindaco di Vigevano Ambrogio Cotta Ramusino nelle vesti di preside dell'Ipsia Roncalli-Castoldi.
A che età i ragazzi lasciano la scuola?
«E' un problema che è sentito soprattutto nelle prime e nelle seconde classi, che spesso riuniscono ragazzi che hanno avuto esperienze negative in altre scuole e che necessitano di sostegno. Ci sono anche molti stranieri tra loro. Bisogna fare in modo che a sedici anni non si sia più in prima superiore. In questi casi è difficile che i ragazzi continuino a studiare».
Cosa fa un ragazzo quando sceglie di lasciare la scuola?
«Non abbiamo dati certi, ma spesso diventano manovali. Riusciamo a seguire chi lascia dopo l'esame del terzo anno, degli altri purtroppo se ne perdono le tracce».
Cosa fare per combattere questo fenomeno?
«Organizziamo corsi di recupero intensivo. Spesso ad allontanare gli alunni dalla scuola c'è l'orario eccessivo. L'essere passati da 40 a 36 ore ha senza dubbio aiutato. Ora abbiamo il pomeriggio libero e possiamo organizzare corsi di recupero. Ma sono facoltativi e chi è demotivato spesso non partecipa».
Perché un ragazzo di quindici anni perde gli stimoli?
«A volte c'è di base poca voglia di studiare. Se però vogliamo individuare una debolezza è l'organizzazione delle materie di studio. I ragazzi che vengono a una scuola professionale si aspettano di esercitare una manualità che a volte c'è ma a volte manca. La riforma del 1992 ha ridotto le ore di laboratorio nel biennio. Ora diventano consistenti soltanto in terza, quarta e quinta, ma in molti però non arrivano fino a quel punto». (a.ball)