Dodicenne si butta dal balcone
REGGIO EMILIA.«Non riusciamo a spiegarci il motivo, non ci riusciamo, non ci riusciamo proprio». Parla velocemente l'amico della famiglia del 12enne di origine cinese che mercoledi pomeriggio ha deciso di gettarsi nel vuoto dal balcone di casa dopo aver lasciato un biglietto ai genitori. Lui, che quel ragazzino l'aveva visto crescere, è sconvolto, disperato, incredulo.
«Era sereno, non ci spieghiamo il perché» spiega in un italiano perfetto il cittadino cinese, lasciando l'abitazione degli amici, in via Caravaggio. Li, attorno alle 17.30, il ragazzino ha aperto la porta del balcone, ha scavalcato la ringhiera e si è gettato nel vuoto. E' morto all'istante, il 12enne, poco prima del rientro a casa dei genitori usciti per fare la spesa dopo averlo salutato. Inimaginabile, per loro, quella tragedia.
«La famiglia non ha problemi né economici, né di altro tipo - prosegue, distrutto, l'amico -. I genitori lo adoravano, era il loro unico figlio ed erano cosi orgogliosi del suo comportamento e degli ottimi risultati scolastici. Davvero non riusciamo a trovare una ragione per il suo gesto».
Il motivo sarebbe stato riassunto nelle poche righe scritte dal ragazzino su un foglietto di bloc notes prima buttarsi dal balcone. La paura di possibili insuccessi scolastici l'avrebbe forse spinto a uccidersi. Una teoria che non convince familiari e amici. «Non ho visto quel biglietto - dice -. Mi hanno detto che con poche parole raccontasse di problemi, difficoltà scolastiche. Ma mi sento di dire che non ne avesse. I suoi voti, mi hanno riferito gli stessi genitori, erano alti come sempre. Non può essere quello il motivo».
Voti alti, come confermato dalla preside della scuola media Albert Einstein che frequentava. E dove ieri i compagni di classe hanno manifestato il proprio dolore scrivendo lettere in ricordo dell'amico.
La madre - 38enne casalinga - non è mai stata lasciata sola dopo il malore che l'aveva colpita nella serata di mercoledi davanti alla notizia del suicidio del suo unico figlio.