«Un patto per tutelarci dal Versa»

STRADELLA. Nei progetti (in particolare uno redatto già nel 2008) c'è soprattutto un parco, ma la vera e più immediata esigenza è rappresentata dalla sistemazione, urgente, degli argini, e dal coordinamento tra i comuni rivieraschi. La questione riguarda il torrente Versa, che nasce nel comune di Canevino per sfociare nel Po all'altezza di Portalbera.
Per alcuni decenni e soprattutto dal 1960 in poi, il problema è stato l'inquinamento (peraltro ancora attuale) e solo una volta, fino allo scorso anno, aveva fatto paura per il rischio esondazioni. Era accaduto nel 1974, dopo un violento nubifragio con straripamento delle acque del torrente in prossimità di Santa Maria della Versa ed alla periferia sud-est di Stradella. Bilancio reso ancor più drammatico dalla morte di un pensionato, travolto dalle acque, a Santa Maria della Versa. Poi, per oltre un quarto di secolo, il Versa, raramente, aveva raggiunto livelli di portata idrica preoccupante e, più spesso, era rimasto in secca anche per periodi prolungati. Fino all'aprile dello scorso anno quando, invece, il torrente è di nuovo tornato a far paura, questa volta in particolare a Stradella, lungo l'argine che scorre quasi parallelo a via Di Vittorio, a ridosso di un'area caratterizzata da insediamenti residenziali e artigianali/commerciali. Situazione a rischio che potrebbe ripetersi anche in futuro fino a che non sarà condiviso, fra i vari comuni che si trovano lungo l'asse del torrente, un piano integrato di sicurezza idraulica. I punti maggiormente a rischio, lungo il corso del Versa, sono quelli di Stradella lungo via Di Vittorio e in parte anche lungo via Repubblica (zona scuole medie e palazzetto dello sport), nel territorio di Santa Maria della Versa, all'incrocio con la strada per le frazioni Casale e Donelasco e a Portalbera, in prossimità dello sbocco nel Po dove peraltro la zona è stata recentemente protetta dall'argine. Per limitare i rischi, dopo l'allarme durato 72 ore, a fine aprile dello scorso anno, i comuni di Portalbera e di Stradella hanno dichiarato la loro disponibilità ad un coordinamento. Portalbera, da parte sua, ribadisce che il sistema degli argini ha retto bene, ma il forte afflusso di detriti dalle colline ha rappresentato una serie minaccia da affrontare in maniera congiunta, fra tutti i comuni. Un'indagine sul reticolo fluviale minore disposta dal comune di Stradella, a sua volta, indica come il sistema degli argini realizzato a Portalbera debba essere integrato - come attività - con le situazioni di emergenza che si possono determinare, in caso di piogge persistenti, a monte. Pena la quasi sicura esondazione in prossimità di Stradella. Insomma, forse serve una conferenza intercomunale sul Versa. (p.r.)