Una fucilata fatale Muore un 80enne vinto dalla solitudine
VIGEVANO. Non sopportava più una grave malattia e la solitudine. Cosi il pensionato 80enne si è ucciso ieri mattina nella sua abitazione, in zona Fiera, sparandosi un colpo di fucile all'addome, con l'arma che usava per andare a caccia. Lo ha trovato la donna che ogni mattina andava a fargli le pulizie, mezz'ora dopo il suicidio. L'uomo, ex imbianchino due volte vedovo, non lascia figli. Da quattro anni viveva solo, dopo la morte della seconda compagna.
Un appartamento al quarto piano di un condominio in una zona semicentrale della città. L'uomo che ha scelto di togliersi la vita ci viveva da 33 anni, da quando cioè la palazzina è stata costruita, spiegava ieri una vicina di pianerottolo. Il pensionato era venuto a viverci insieme alla prima moglie, trasferendosi dal paese della Lomellina di cui era originario. Una coppia felice, con l'unico cruccio di non avere figli. Diciannove anni fa, un male incurabile si porta via la moglie e l'imbianchino rimane solo. Poi però trova un'altra compagna. Ma il destino si ripresenta allo stesso modo: anche la seconda compagna muore, quattro anni fa. Il pensionato si ritrova di nuovo solo. «E questa volta, per lui è stato davvero difficile riprendersi dal lutto che lo aveva nuovamente colpito - spiega la vicina di casa, amica di vecchia data dell'uomo morto ieri - io e mio marito cercavamo in ogni modo di stargli vicino, ma da quando si era ammalato era entrato in una fase di profonda depressione». Il male lo stava consumando giorno per giorno, «ma lui cercava di farsi forza comunque - dice ancora la vicina di casa - . Si faceva accommpagnare al cimitero, per far visita alle due compagne della sua vita, frequentava qualche parente in modo occasionale. Ma certo soffriva di solitudine». La vicina gli aveva parlato l'ultima volta nel tardo pomeriggio dell'altro ieri, «e mi sembrava più tranquillo del solito, anche più in forze. Nulla lasciava immaginare quel che sarebbe successo la mattina dopo». Alle otto del mattino, l'inquilina del piano di sotto ha sentito un tonfo: l'80enne pensionato che caveva sul pavimento del bagno, dopo che si era sparato all'addome con un fucile da caccia calibro 12 che teneva in casa, regolaramente denunciato. L'inquilina però non ha lontanamente immaginato cosa poteva essere accaduto. A trovare il corpo, 40 minuti dopo, è stata la donna che si occupa delle pulizie in casa del pensionato. Siccome l'uomo non apriva la parta, si è rivolta alla vicina sapendo che aveva le chiavi di casa anche dell'80enne. E' entrata e lo ha trovato ormai senza vita, in maglietta e calzoncini, nel bagno di casa.
E' stato avvertito il 118 che ha mandato l'automedica e un'ambulanza della Croce Rossa, però i succorsi erano ormai inutili. Hanno fatto un sopralluogo anche i carabinieri, per verificare che non si trattase di un'aggressione. Ma era tutto chiaro, non ci sarà bisogno dell'autopsia.