Pd e il nodo primarie
ROMA.La «fronda» contro le scelte centralistiche della segreteria Bersani per le regionali, Puglia e Lazio in testa, fa sempre più leva sulle primarie, fino a ieri nel dna del partito. Forse proprio il pronunciamento di Rosy Bindi per le primarie, specie in Puglia e Lazio ha spinto Pier Luigi Bersani a rompere gli indugi e appoggiare Emma Bonino.
Torna a parlare di primarie Ignazio Marino, che appoggia Vendola: avrebbero risolto tutto un mese e mezzo fa, mentre «finora si è inseguito solo l'accordo con l'Udc».
Diverso il caso Lazio: «Se non si vuole danneggiare ulteriormente il Pd, bisogna dare subito un'indicazione a favore della Bonino». A meno che «non si facciano avanti candidati come Rosy Bindi, Enrico Letta o Walter Veltroni» e allora le primarie. E' soprattutto l'ulivista Arturo Parisi a spingere per le primarie: l'appello di Rosy Bindi è ignorato? Bene, «a differenza del passato, Rosy Bindi» oggi pesa come massima carica di garanzia del partito. «Emma Bonino sarà pure una ‘fuoriclasse', come dice Bersani, ma fa il gioco della cultura laicista» osserva Renzo Lusetti.
Le primarie, per Franco Monaco, non possono essere sacrificate sull'altare dell'alleanza con l'Udc: «L'Udc può decidere di non parteciparvi, ma non può chiedere al Pd di rinunciarvi».
I radicali bocciano l'idea delle primarie di coalizione nel Lazio per individuare il candidato presidente del centrosinistra. Ma, a meno di sorprese dell'ultima ora, dovrebbe essere proprio Emma Bonino la candidata per il centrosinistra e la consacrazione dovrebbe avvenire domani in casa Pd.