Vigevano prova a frenare Sassari

VIGEVANO.E' impressionante scorrere il ruolino di marcia del Banco di Sardegna Sassari, campione d'inverno in Legadue con una giornata di anticipo e prossima avversaria domani della Miro Radici Finance Vigevano. Basterebbero da sole le dieci vittorie consecutive che la formazione di coach Romeo Sacchetti ha inanellato in una serie tuttora aperta per destare grande impressione e parlare di quasi record. Dovessero battere i gialloblu, i sardi eguaglierebbero il record di Legadue di punti fatti in un solo girone. Ma quello che colpisce è anche il modo in cui il Banco Sardegna ha perso le due uniche partite del suo cammino: di un punto a Faenza con Imola al secondo turno, di due a Brindisi alla quarta giornata. E sono state le due uniche occasioni in cui Jason Rowe e compagni hanno segnato meno di 75 punti in una partita. Eppure Sassari non espone il miglior attacco, neppure la migliore difesa del torneo. Segna 1193 punti (85,2 a gara), ne subisce 1073 (76,6 a partita). La Miro Radici Finance Vigevano riesce a fare meglio in difesa. I 1055 punti subiti (75,3 a gara), ne fanno la seconda migliore retroguardia del lotto dietro solo a Reggio Emilia che ne ha incassati finora 1041. Se questi sono i numeri e le statistiche più rilevanti di due squadre in piena salute, il contorno determinante viene proprio dal lungo periodo di successi: lunghissimo per Sassari giunta a quota dieci centri consecutivi avendo perso l'ultima volta il 24 ottobre a Brindisi, comunque significativo quello di Vigevano che vince da quattro partite consecutive. Il modo migliore per giocare una partita a viso aperto. Gigi Garelli tornerà a Sassari da avversario dopo esser stato condottiero per un anno in Legadue. Stagione di cui il tecnico gialloblu ancora oggi conserva un ottimo ricordo, soprattutto per il rapporto forte con la famiglia Mele proprietaria del club. Quello di oggi è un altro Garelli, più consapevole e maturo di allora, ma quella esperienza è stata importante nella crescita professionale, è il primo a riconoscerlo.

Fabio Babetto