Vigevano, la messimpiega parla cinese
VIGEVANO.Il risparmio parla cinese anche nel mondo dell'acconciatura. A Vigevano è già stato aperto un negozio di parrucchiere gestito da cinesi in via Cairoli, due verranno aperti in via Carrobbio. Il successo di questi nuovi esercizi commerciali è garantito dal prezzo basso. Con 7 euro si può avere una messa in piega. L'unico negozio presente in città è tutto dipinto di giallo, gestito completamente da cinesi, ha anche i poster con le modelle cinesi. Se però si aspetta qualche minuto davanti alla vetrina ci si rende conto che l'unica cosa non cinese sono i clienti, solo italiani. «Vengo qui - dice Laura Bagiotti - perchè è economico. Credo che il risparmio sia dovuto al fatto che i cinesi hanno ridotto al minimo ad esempio le spese per l'arredamento. Negli altri posti ci sono tanti specchi, sedie che hanno una certa tecnologia e sono costose, mentre nei negozi gestiti da cinesi c'è soltanto l'essenziale». Qualche tempo fa si era scatenata a livello nazionale un polemica in cui i rappresentanti di categoria accusavano i nuovi arrivati di utilizzare prodotti di scarsa qualità. Ma questo, ammesso che sia vero, sembra non toccare la clientela vigevanese che frequenta i nuovi parrucchieri. «Faccio un lavoro a contatto con il pubblico - dice Bagiotti - e devo essere sempre in ordine. Non potevo certo spendere però 80 euro al mese di parrucchiere e cosi ho trovato questa soluzione. Faccio la messa in piega e costa 7 euro. E poi c'è il vantaggio dell'orario continuato. Si può andare a qualsiasi ora». Chi invece non apprezza la novità sono i parrucchieri italiani che si sono già attivati tramite Confartigianato. «E'una battaglia - dice Enrico Bindolini di Confartiaginato - che stiamo portando avanti da molto tempo sia nel settore dell'estetica che dell'acconciatura. Non abbiamo associati cinesi e i nostri italiani temono per la qualità. Ci dicono che usano materiali scadenti e che che non c'è professionalità. Inoltre qualcuno sospetta ci sia qualcosa di poco regolare dal momento che i prezzi vengono abbattuti per più della metà. E un artigiano italiano garantisce che questo è impossibile». (a.ball.)