Morto l'unico sopravvissuto all'esplosione di due atomiche

TOKYO.L'ultimo rimpianto è stato di non aver potuto lavorare insieme, fianco a fianco, con il presidente Usa, Barack Obama, alla costruzione di un mondo di pace e senza armi nucleari. Aveva apprezzato il suo discorso di Praga dello scorso aprile contro la proliferazione, ma il cancro allo stomaco ormai non lasciava più alcuna speranza. Nè tempo.
Tsutomu Yamaguchi, l'unico sopravvissuto al doppio olocausto atomico di Hiroshima e Nagasaki, in base al riconoscimento ufficiale delle autorità nipponiche, è deceduto lunedi 4 gennaio, all'età di 93 anni, piegato dal male che lo aveva colpito da alcuni mesi e che è di frequente la causa di decesso tra quanti sono stati testimoni della tragedia atomica. Ne è la prova la scomparsa del secondo figlio di Yamaguchi, scampato anche lui alla bomba quando era poco più che bambino, e deceduto di cancro pochi anni fa, nel 2005: un evento triste, ma che aveva dato al minuto ingegnere navale della Mitsubishi Heavy Industries, più forza e determinazione per raccontare l'orrore cui aveva assistito. Per ben due volte. Nato a Nagasaki nel 1916, Yamaguchi aveva subito il 6 agosto del 1945 il bombardamento di Hiroshima durante un viaggio di lavoro nella città portuale all'epoca ricca di cantieri navali e, tornato a casa tre giorni dopo, aveva assistito pure a quello della sua città, a sud dell'arcipelago. Lo status di doppio"hibakusha" (persona colpita da radiazioni) è stato riconosciuto appena lo scorso marzo, quando alla posizione di sopravvissuto alla bomba di Nagasaki, si è aggiunta anche quella di reduce di Hiroshima. «Dopo aver sperimentato i bombardamenti atomici due volte ed essere sopravvissuto, il mio destino è di parlarne», spiegava Yamaguchi, protagonista di un film-documentario del 2006,"Niju Hibaku" ("irradiazione doppia", proiettato anche nell'Onu, a New York), insieme ad altri sopravvissuti alle due bombe atomiche. «Servirà a tenere viva la testimonianza su quanto accaduto alle giovani generazioni, anche dopo la mia morte». A una conferenza a Nagasaki dello scorso giugno, nell'ultima apparizione in pubblico (»se lo sentiva, lo aveva pure detto», ha raccontato oggi sua figlia Toshiko Yamasaki), l'ingegnere, come suo ultimo contributo a favore della pace aveva raccontato di aver inviato una lettera al presidente Obama, toccato dal discorso di Praga per un mondo di pace e libero da armi nucleari.