Nel Lazio il Pd apre a Emma Bonino


ROMA. O «una forte e autorevole candidatura di carattere nazionale» o il sostegno alla Bonino. E' il responso offerto al Pd da Nicola Zingaretti dopo 48 ore di esplorazione alla ricerca di una candidatura per il Lazio che possa avere anche il sostegno dell'Udc.
Anche se proprio ieri Casini ha chiuso ogni porta alla candidatura Bonino. Se infatti in Puglia l'Udc è pronta a sostenere il candidato del Pd Francesco Boccia, nel Lazio «se la scelta dovesse essere tra Bonino e Polverini, noi e il nostro elettorato siamo per la Polverini, della quale abbiamo condiviso le proposte sindacali e soprattutto quella per il quoziente famigliare», avverte Casini in una intervista al Tg2. Se non bastasse, a complicare le cose, si aggiungono le tensioni all'interno del Pd. «Il sostegno del Pd alla candidatura di Emma Bonino - avverte infatti la teodem Paola Binetti - sicuramente sarebbe per me una ragione forte per andare via». E in questo caso, avverte la pasdaran cattolica, anche lei voterebbe per la Polverini. Ma sul nome della Bonino storcono il naso anche gli ex popolari come Pier Luigi Castagnetti.
Resta dunque da capire quale potrà essere l'esito del mandato esplorativo affidato dal Pd a Nicola Zingaretti. Il presidente della Provincia sottolinea di aver già riferito a Bersani e al segretario regionale, Mazzoli, l'esito delle sue consultazioni. Avverte che fino a questo momento non è stato possibile sciogliere il rebus, ma che «si tratta ora di fare scelte politiche che dovranno compiere gli organismi dirigenti». A rigor di logica, l'ultimo sforzo sarà fatto alla ricerca di questa candidatura «di carattere nazionale» (in questi giorni si son fatti i nomi di Enrico Letta e di Ignazio Marino) oppure si convergerà sul nome della Bonino, sapendo però in partenza che non sarà però possibile costituire la coalizione larga che si auspicava.
Quel che è certo è che la decisione della Bonino mette in fibrillazione anche il centrodestra. Francesco Storace e Fabrizio Cicchitto invitano a «non sottovalutare» la sua candidatura mentre il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, è convinto che l'esponente radicale «spaccherà» il centrosinistra.
Nel Pdl, intanto, cresce il malumore degli esponenti di Forza Italia per la scelta dei candidati alle regionali. Scelta che avrebbe premiato soprattutto uomini e donne di area An. E Cicchitto, con una intervista a Libero, presenta il conto: «Il problema esiste e adesso bisogna dare una risposta in Puglia e in Campania. Nel primo caso, sono convinto che la soluzione migliore dopo il caso Cosentino sia puntare su Stefano Caldoro. In Puglia daremo una risposta nei prossimi giorni».
Il deputato pugliese del Pd, Francesco Boccia, e il segretario regionale del partito, Sergio Blasi, hanno cominciato ieri le audizioni con i partiti del centrosinistra per capire se intorno alla candidatura del parlamentare vicino ad Enrico Letta si possa formare una larga coalizione che lo appoggi nella corsa per la presidenza della Regione. La risposta si conoscerà lunedi prossimo, giorno in cui si riunirà l'assemblea del Pd pugliese. Nel frattempo, il governatore uscente Nichi Vendola contesta l'appoggio di Casini a Boccia («Il Pd sta bloccando la costruzione di un'alternativa per la Puglia») e continua a tenere alta la tensione: «Chiedo al Partito Democratico di fare le primarie in Puglia. Se cosi non sarà resterà in piedi la mia candidatura».

Gabriele Rizzardi