Un paese incredulo di fronte al dramma di Imane

PONTECURONE.«I nostri figli giocavano insieme ai giardini: mi sembra ieri di averla salutata mentre andava all'ospedale... Non esistono parole per descrivere un dramma simile». Corrado Spaviero, vicino di casa e amico di famiglia, è una delle poche persone in paese con cui Imane Qaous, si fermava a parlare. Gentile, ma estremamente riservata: cosi a Pontecurone definiscono la 26enne morta di parto insieme alle due gemelline che portava in grembo. Eppure, malgrado la sua riservatezza, Imane aveva saputo farsi apprezzare in paese. La notizia della sua morte tragica ha lasciato incredulità e sgomento. La donna abitava al civico 97 di via Dante, all'incrocio con via Roma, a poche decine di metri dalla piazza principale e dal municipio. A breve distanza distanza dai giardini comunali dove si recava spesso con il suo bimbo di 3 anni. «Mia moglie ed io siamo appena tornati dalla camera mortuaria di Pavia - aggiunge Corrado Spaviero -. Volevamo dare un saluto alle salme di Imane e delle due bimbe e anche cercare di sapere qualcosa di più preciso su come sia potuta accadere una cosa del genere. Sapevo che Imane aveva qualche problema di salute, ma ero certo che non ci sarebbero stato problemi con la gravidanza». Ma le condizioni di salute della donna non erano le migliori. «E' vero - conferma Sparviero -. Da più di un mese era ricoverata in ospedale, ma la struttura a cui aveva deciso di affidarsi è considerata una delle migliori della zona. Non riesco ancora a credere come possa essere accaduto. Era una donna tranquilla e cordiale». Corrado Sparviero nelle ultime ore ha provato più volte a cercare il marito per esprimergli la sua solidarietà ma il campanello dell'appartamento a fianco suona a vuoto. «Imane era una persona riservata, ma sempre molto gentile ed educata», racconta il vicino Enrico Grassi. «Mio figlio - aggiunge la titolare del negozio di fronte alla sua abitazione - frequenta la scuola materna insieme al primogenito di Imane». «La sua morte - riassume il sindaco di Pontecurone Claudio Scaglia - è stato un dolore per tutti coloro che la conoscevano e che ora la piangono».

Angelo Bottiroli