La Fiat vende la «600» destinata a diventare icona del boom economico
ROMA.In tv tutti guardano «Lascia o raddoppia». Al Festival di Venezia trionfano «La Grande Guerra» di Monicelli e «Il generale della Rovere» di Rossellini. Una Fiat 600 costa meno di 600 mila lire, un prezzo allora considerato «moderato». E' l'Italia del 1959, l'anno al quale bisogna tornare con la memoria per ritrovare un tasso di inflazione basso come quello registrato quest'anno. Un Paese che si affaccia, timidamente, sulla soglia di un boom economico che lo avrebbe trasformato completamente. E che, a 50 anni di distanza, sembra davvero un altro mondo. A partire dalla politica: il '59 è l'anno delle dimissioni di Amintore Fanfani e dell'inizio dell'ascesa di Aldo Moro, nuovo segretario della Democrazia Cristiana. La questione sociale più dibattuta dell'anno? I «Teddy Boys», ovvero le prime forme di bande giovanili. Entra in vigore il codice della strada, e nelle fabbriche il sabato diventa per la prima volta giorno di riposo.
Sul fronte della letteratura, è l'anno del premio Nobel a Salvatore Quasimodo (quello per la Pace va invece a Philip Noel-Baker, ormai dimenticato politico inglese). In Italia, intanto, un altro riconoscimento fa scandalo: è il premio Crotone, assegnato a «Una vita violenta» di Pasolini, che scatena la protesta di molti giurati.
Sulla copertina del numero del 27 settembre di «Tv Sorrisi e Canzoni» occhieggia una giovanissima Mina. Dall'arte al calcio: il '59 è l'anno del settimo scudetto del Milan. Il '59 è anche l'anno della scomparsa di due storici uomini politici italiani: Enrico De Nicola e don Luigi Sturzo. E cambiano, intanto, anche gli stili di vita: arrivano nelle case frigoriferi e lavatrici.
La Fiat vende la «600», destinata a diventare la vera icona del «boom economico», a 590 mila lire: per comprarla un operaio aveva bisogno di mettere da parte circa 13 stipendi. Oggi, che la Nuova 600 costa circa 7.600 euro, ad un operaio di stipendi ne bastano 7. Ma il '59 e' un anno di grandi cambiamenti per tutto il mondo. Fidel Castro sale al potere a Cuba, mentre il presidente Usa Dwight Eisenhower incontra per la prima volta dalla fine della guerra, il segretario del Partito comunista sovietico, Nikita Khruscev.