Sotto la slavina, ma si salva


VIGEVANO. E' stato operato ieri al femore, all'ospedale di Aosta, Guido Rivolta, 45 anni, l'ingegnere vigevanese travolto da una slavina con altri due scialpinisti a Gressoney, il 31 dicembre. Uno dei tre escursionisti, Massimo Comotti, architetto 44enne di Como, è morto.
Comotti, sposato con la vigevanese Cristina Vismara, è deceduto dopo essere stato trascinato dalla slavina in uno dei laghetti gelati della località Sant'Anna, sotto il colle Rothorn. Era considerato un grande esperto di scialpinismo.
Illeso, invece, Marco Beck Peccoz, 42 anni, residente a Milano. E' stato lui ad aiutare Rivolta a liberarsi dalla slavina e a chiamare l'elisoccorso di Aosta.
Il corpo di Comotti è stato individuato in serata dalle guide del Soccorso alpino valdostano e recuperato dai sommozzatori della squadra Speleo alpino fluviale (Saf) dei vigili del fuoco valdostani. Quindi è stato portato nella camera mortuaria del cimitero di Gressoney.
«Sono rotolato per cento metri e ho picchiato la gamba contro un sasso spaccandomi il femore - ha raccontato ieri l'ingegnere vigevanese, Guido Rivolta, dopo l'intervento chirurgico -. Il mio amico Massimo Comotti purtroppo ha avuto molta sfortuna: è stato trascinato fino al lago gelato. Era un professionista, conosceva perfettamente la montagna, fino a due anni fa abitava a Gressoney, non era affatto uno sprovveduto. Anche Marco è un grande esperto. Le condizioni metereologiche erano buone quando siamo partiti. Era una gita tranquilla di fine anno di un gruppo professionista».
Guido Rivolta racconta i momenti drammatici dell'incidente in montagna, e spiega: «Io sono finito sotto per venti centimetri, e con una mano sono riuscito a scavarmi un canale d'aria per respirare. Poi è arrivato Marco Beck Peccoz e mi ha aiutato. Ha chiamato subito i soccorsi e poco dopo ho visto l'elisoccorso: gli operatori sono stati bravissimi, un intervento impeccabile».
Per Guido Rivolta i medici hanno indicato una prognosi di 90 giorni. Entro una settimana, comunque, potrà uscire dall'ospedale valdostano e rientrare a Vigevano con la famiglia: la moglie, Lorenza, e le tre figlie.
Stando alle prime ricostruzioni della dinamica dell'incidente, la causa sarebbe stata la rottura di una placca a vento, cioè di un accumulo di neve instabile. La slavina si è staccata sotto il colle Rothorn, a oltre 2.500 metri di altitudine, in località Gressoney-La-Trinité, dove i tre amici stavano trascorrendo le vacanze natalizie con le famiglie.

Denis Artioli