Anarchici e comunisti nel mirino
MILANO.«Le indagini sulla prima strage terroristica verificatasi dalla marcia su Roma - scrive Mimmo Franzinelli ne I tentacoli dell'Ovra - si indirizzarono verso le opposizioni, trascurando possibili responsabilità di frange repubblicane dell'estremismo fascista, decise a colpire - o quantomeno a intimidire - il sovrano, per accentuare il tratto dittatoriale del regime». Il governo, data anche l'entità della strage e la vasta eco suscitata, dispiegò tutto il suo apparato investigativo. Carabinieri, polizia, milizia, ispettorato generale di pubblica sicurezza (il nucleo della nascente Ovra) si scatenarono nella caccia ai presunti colpevoli. Già nella notte fra il 12 e il 13 aprile, scattò una retata nelle principali città del Nord, con l'arresto di decine di antifascisti di area repubblicano-socialista. Poi nel mirino finirono gli anarchici (una pista che torna in tutti gli attentati di Milano, dalla strage del teatro Diana fino a piazza Fontana). A Gallarate venne fermato Filippo Colombo, già indagato per la bomba al Diana e che nel febbraio del '28 era tornato in Italia dal Sudamerica. Il sequestro della copia di un quotidiano con la parola «agire» tracciata a fianco di un articolo sulla Fiera campionaria, indusse i carabinieri a ritenere che fosse provata l'affiliazione terroristica del sospettato; accusa che però cadde di li a pochi giorni, quando si scopri che Colombo veniva sottoposto a stretta sorveglianza fin dal momento del rimpatrio.
Le attenzioni degli inquirenti si spostarono quindi sugli ambienti comunisti. Il funzionario di Ps Carmelo Camilleri, che propendeva per una pista interna al fascismo milanese, fu spostato ad altro incarico e quindi estromesso dal servizio. Tra i primi a cadere nella rete ci fu Romolo Tranquilli, fratello di Secondino, meglio noto come Ignazio Silone; la milizia, dal canto suo, mise le mani sulla cellula a cui apparteneva anche Giuseppe Sarchi. Ma persino il tribunale speciale fu costretto a riconoscere l'assoluta infondatezza delle accuse di complicità nella strage.