Vendola va avanti, il Pdl schiera Poli Bortone
BARI. Cercansi candidati governatori e alleanze tra partiti in Puglia. Sono ore febbrili, queste, per far quadrare il cerchio degli schieramenti che tra poco più di due mesi si contenderanno la poltrona di governatore ora occupata da Nichi Vendola.
Tra domani e martedi sono in programma a Roma riunioni di Pd e Udc mentre sarebbero in dirittura di arrivo le trattative nel centrodestra. Adriana Poli Bortone, ex ministro An e leader del movimento Io Sud, ha infatti pressoché concluso l'accordo con il Pdl. Per siglarlo mancano dettagli. Potrebbe essere proprio lei il candidato governatore del centrodestra, una soluzione benedetta anche da Berlusconi, che qualche settimana fa ha incontrato la donna che nel suo primo governo fu responsabile del ministero dell'Agricoltura. L'intesa con Io Sud potrebbe preludere a un allargamento dell'alleanza all'Udc, con il quale Poli Bortone ha stretto un patto. Questa conclusione potrebbe essere favorita se dovesse esserci una rottura tra il partito di Casini, da sempre corteggiato da Fitto, e il Pd nel caso in cui quest'ultimo dovesse, alla fine, accettare la auto-candidatura di Vendola come il male minore. E l'Udc ha sempre dichiarato che non voterà mai Vendola. Il leader di Sinistra, ecologia e libertà, da cinque anni alla guida della Puglia, è da tempo in solitaria campagna elettorale, incurante dell'invito del Pd a farsi da parte per ampliare la coalizione come auspicato da Massimo D'Alema. Sul tavolo di Bersani, e dopo il dietro front del sindaco di Bari, Michele Emiliano, il segretario regionale, Sergio Blasi, darà il rendiconto della sua azione, per ora risultata improduttiva. Potrebbe essere individuato un candidato del partito, oppure decidere di appoggiare ugualmente Vendola. Nella prima opzione è stato fatto il nome di Francesco Boccia, che cinque anni fa perse le primarie contro lo stesso Vendola, ma l'ex collaboratore di palazzo Chigi nell'ultimo governo Prodi accetterebbe solo un'investitura diretta a candidato-governatore. Che potrebbe riguardare anche qualche fedelissimo di D'Alema, come Nicola Latorre.
Intanto Renata Polverini, indicata dal centrodestra come candidata nel Lazio, si deve difendere dalle critiche di Vittorio Feltri. «Non mi piace», scrive il direttore del Giornale. Taglia corto Sandro Bondi: «Polverini è una scelta convinta e unanime del Pdl».