Bonacina, volontario a L'Aquila
VIGEVANO.E' stato uno dei primi a partire per L'Aquila, con altri 12 uomini della provincia. Era il 17 aprile quando il 32enne Marco Bonacina, graduato militare della Croce Rossa, ha raggiunto il campo base della Cri per condividere con altri 9mila uomini il compito di ispezionare gli oltre 170 campi e recuperare i beni. Bonacina, referente del reparto di Protezione civile per i militari della provincia di Pavia, a L'Aquila c'è tornato dall'8 al 22 dicembre, per la quarta fase del progetto, quella che dovrebbe riportare l'Abruzzo alla normalità dopo il terremoto. Tante le cose da fare e tanti i problemi, come quelli del randagismo, perché molti cani e gatti sono rimasti senza casa. «La ricostruzione c'è stata, tra case in legno e muratura - racconta Bonacina - . Ad oggi 5mila persone sono ancora ospiti di alberghi, ed in lista di attesa per una abitazione, ma nelle tende non c'è più nessuno. La Cri si sta occupando anche dei bambini, con una ludoteca nella scuola della Guardia di finanza». Spesso le nuove abitazioni sono distanti dalle scuole costringendo gli studenti a fare anche tre ore di pullman, tra andata e ritorno. «Si alzano prestissimo e alla fermata del bus gli portiamo la colazione calda - spiega - e una merenda all'uscita di scuola».
La forza del popolo abruzzese la cosa che lo ha colpito di più. «Hanno una gran voglia di ricominciare - spiega - . I volontari della Cri dell'Aquila, ad esempio, si sono trovati con case e sede distrutta, ma sono entrati in servizio dal momento della tragedia, e ci sono tuttora. Ci sono persone che in pochi istanti si sono ritrovati senza più niente. Hanno vissuto mesi nelle tendopoli combattendo con il caldo, le piogge torrenziali, l'escursione termica estiva, e anche l'invasione di locuste a maggio. Anche le squadre di supporto psicologico hanno fatto un lavoro encomiabile, come tutti i reparti che si sono alternati nei campi, e coloro che si sono occupati della ricostruzione». (ila.cav.)