«Papà, quando porti da mangiare?»

GELA.«Papà quando porti da mangiare? Vorremmo pure dei dolci e le chewing gum, glielo dici tu alla Befana?». Ma Rosario M., 34 anni, disoccupato di Gela, non aveva risposte per le sue tre figlie (Miriam di 5 anni, Sofia di 2 ed Elisa di un anno) e ha tentato di suicidarsi. Da tempo non riceve lo stipendio di 700 euro mensili, in nero, per l'attività di guardiano in un cantiere edile, 24 ore su 24, e da un mese non ha più nemmeno il lavoro.
Quando alla ditta ha chiesto i soldi arretrati e un aumento, il padrone lo ha licenziato. Ieri mattina, dopo una notte insonne, l'uomo, che non sa nuotare, ha raggiunto il ponte sul fiume Gela e ha tentato di farla finita, minacciando di buttarsi in acqua da un pilone. Sono stati i carabinieri, dopo una lunga opera di persuasione, a impedire che compisse il gesto, riportandolo al sicuro. In preda a forte agitazione, è stato accompagnato prima a casa, per tranquillizzare la moglie Veronica, 24 anni, e poi in ospedale. I servizi sociali del Comune ora si stanno occupando di lui e della sua famiglia, che vive in condizioni di indigenza in un alloggio popolare, occupato abusivamente. Per loro sono arrivati pane, pasta, latte, zucchero e altri alimenti di prima necessità. Il Capodanno sarà più caldo rispetto al Natale.
Ma Rosario cerca un lavoro e rimpiange la sua esperienza a Novara, dove per anni ha fatto il magazziniere, precario, per una grande impresa di abbigliamento. Gli chiesero di indagare sui continui furti che avvenivano in azienda, e quando scopri gli autori, tutti interni alla ditta, lo licenziarono.