Nel 2009 in Italia spesi 38 miliardi per l'auto nuova
MILANO. A fine 2009 gli italiani avranno speso 38 miliardi di euro per acquistare l'auto nuova, la stessa cifra del 2008, e sostanziale sarà stato l'apporto del meridione e delle isole, non solo per la spesa (7,77 miliardi) ma anche per gli incrementi nelle vendite rispetto allo scorso anno (+7,67% nel sud Italia e +2,61% nelle isole). E' uno dei dati più curiosi emersi nelle statistiche di fine anno dell'Unrae, l'associazione che riunisce le marche estere presenti in Italia. A confermare il ruolo di traino giocato dal meridione è il calo subito dal mercato nel Centro, che chiude a -7,02%.
Questo anche a causa del fatto che molte società di noleggio sono situate nel Lazio e sono state fortemente penalizzate dalla crisi del comparto. Invece al Nord Ovest e al Nord Est le vendite sono praticamente rimaste immutate.
Il mercato totale, invece, chiuderà a fine anno a 2.150.000 unità in calo solo dello 0,6% rispetto al 2008. Lo scenario disegnato dall'Unrae non è tanto male vista la crisi economica che ancora imperversa. Ma il salvataggio in corner del mercato ha un solo protagonista: gli incentivi alla rottamazione. E se il governo decidesse di non prorogarli o di ridurli in maniera sostanziale, nel 2010 le nuove immatricolazioni in Italia rischiano di crollare fino a 1.800.000 unità, con un tonfo del 16,3%. In presenza invece di una proroga, ma secondo le modalità attuali e con l'estensione degli incentivi a tutte le vetture Euro 2 (anni 2000-2001), secondo l'Unrae si arriverebbe a quota 2.100.000 unità, con solo una leggera flessione (-2,3%) rispetto al 2009. Il presidente dell'Unrae Loris Casadei ha evidenziato in particolare la situazione di sofferenza in cui si trovano i concessionari. Quest'anno nel settore della distribuzione e dell'assistenza le case estere hanno ridotto in Italia l'occupazione di almeno 10.000 unità e negli ultimi due anni «la perdita media di reddito subita dalla rete di concessionari delle case estere è stata tra il 3-4% e i due terzi e forse più chiuderanno l'anno con una perdita». Pertanto, il fatturato Unrae nel 2009 potrebbe calare tra il 5 e il 10% rispetto ai 44,5 miliardi di euro del 2008. Per superare la crisi l'Unrae chiede al governo, oltre alla proroga degli incentivi, interventi urgenti sulle auto aziendali per adeguare la fiscalità italiana a quella degli altri paesi europei e «consentire un incremento stabile delle vendite di settore di circa 100mila auto all'anno». A questo proposito l'Unrae sta collaborando all'elaborazione di un disegno di legge sulle vetture aziendali che prevede, tra l'altro, l'inserimento delle vetture aziendali nella Tremonti ter. Richiesta che l'Unrae estende anche ai veicoli commerciali. E sempre in tema di balzelli, Casadei ha proposto una via d'uscita alla eccessiva burocratizzazione italiana: la ‘pay per use', ovvero «il ritorno alla tassa di circolazione in funzione dell'uso». L'Unrae ha anche affrontato il tema del boom delle vetture con motori alimentati a gas metano (il 5,87% del totale, con un incremento del 60%) o Gpl (il 15,02%, con una crescita del 350%). Emilia e Marche sono le regioni che hanno più utilizzato gli incentivi riferiti agli eco-carburanti: la prima detiene il primato per le vetture a Gpl (il 21% degli acquisti globali di nuove auto) e la seconda quello delle vetture a metano con un quinto (20,23%) delle nuove immatricolazioni. Ma il primato nella lotta all'inquinamento dell'atmosfera spetta al Sud, con Campania e Sicilia con la media ponderata di emissioni di CO2 più bassa d'Italia.