Ottanta impiegati al gelo da due giorni
PAVIA. Agenzia del territorio al gelo. Per due giorni consecutivi. I circa ottanta dipendenti degli uffici tra via Mentana e corso Mazzini hanno dovuto lavorare con sciarpe e cappotti. E quelli del terzo piano si sono spostati al secondo, perché ieri mattina il termometro segnava 9 gradi. Per questo i sindacati hanno chiamato l'Asl di Pavia che, dopo un controllo, ha chiesto alla direzione di consegnare entro l'11 gennaio tutti i documenti sull'impianto termico.
Venerdi pomeriggio due black-out hanno fatto saltare l'impianto elettrico e di conseguenza anche la caldaia. Lunedi mattina un tecnico ha ripristinato il riscaldamento, ma un po' per l'interruzione di due giori un po' perché comunque i caloriferi non riescono a scaldarsi e perché la centralina ha degli orari fissi (e al pomeriggio si spegne), da due giorni le temperature sono sotto i livelli normativi, fissati a 19 gradi per gli uffici pubblici.
Ieri mattina al terzo piano il termometro segnava 9 gradi, saliti poi a 12 nel corso della giornata. Chi non si è potuto spostare al secondo piano (dove comunque c'erano 14 gradi) ha usato stufette elettriche. Lunedi le organizzazioni sindacali hanno anche convocato un'assemblea straordinaria, per chiedere alla dirigenza di risolvere la situazione. Anche vista la conferma dell'Asl sulle temperature. Tanto che, dopo il sopralluogo di lunedi, ha fatto richiesta alla dirigenza di conseganre tutta la documentazione legata all'impianto termico e alla sua manutenzione e più in generale alla sicurezza sul lavoro.
La Cgil, come ha spiegato Massimiliano Preti, ha scritto una lettera all'Asl, alla dirigenza, ma anche al Prefetto per sottolineare le condizioni lavorative in cui si trovano in questi giorni di gelo i circa 80 dipendenti.