Niente evasione, la tributaria assolve il Clir
MORTARA. Ha dato ragione al Clir la terza sezione della commissione tributaria di Pavia. Il consorzio lomellino per lo smaltimento dei rifiuti risparmierà un milione e mezzo di euro di tasse che altrimenti sarebbero dovuti andare all'ufficio di Mortara dell'Agenzia delle Entrate.
Tutto nasce dagli accertamenti sui conti del 2003 e degli anni successivi fatti dalla polizia tributaria della guardia di finanza di Pavia. Erano state passate al setaccio le fatture emesse da Lomellina Energia, la società che gestisce l'inceneritore di Parona, e dirette al Clir: «L'oggetto del ricorso - spiega il Clir in una nota - era l'indebita deduzione dei costi, fatta per pagare meno Iva e meno imposte».
In sostanza, le fiamme gialle contestavano che non ci fosse rispondenza tra le tariffe dichiarate e quelle effettivamente pagate: una discrepanza che avrebbe consentito all'ente di evadere tasse per una media di 300 mila euro all'anno. «In sostanza la finanza aveva indicato la necessità, da parte nostra, di far corrispondere le tariffe pagate, in merito all'incenerimento e al costo di smaltimento delle ceneri, con quanto avveniva all'inceneritore - spiega Marco Rivolta, direttore del Clir - . Il problema è che al momento in cui fu fissata la tariffa, ormai molti anni fa, erano stati indicati dei parametri prestabiliti, mentre i costi reali si sono poi modificati nel corso degli anni, grazie ai miglioramenti dell'impianto. Sono valutazioni su cui però il consorzio non può intervenire perché la tariffa è stata stabilita a priori. La commissione tributaria ne ha preso atto». Da qui la conclusione che non ci sarebbe stata evasione fiscale da parte del Clir.
Intanto si è conclusa la prima parte dell'iter di affidamento dei lavori per la costruzione della nuova sede del Clir a Parona. Al consorzio sono arrivate le offerte da 20 società provenienti da tutta Italia e a gennaio verrà deciso a chi affidare l'incarico, in modo da concludere il tutto entro la fine del mese.
Sul fronte della redistribuzione delle azioni rimaste nel portafoglio del Clir, dopo l'uscita di Vigevano e altri 6 Comuni, solo quattro Comuni hanno deciso di non rilevarle, cioè Alagna, Cilavegna, Confienza e Parona, che insieme rappresentano il 3,39%. Ora la presidenza, che non ha diritto di voto, ha il 13,39% delle azioni, e l'assemblea dei Comuni può riprendere la sua sovranità.