Piange il telefono, boom di vertenze


PAVIA. Compagnie telefoniche e consumatori, conflitto senza fine: 450 le pratiche di conciliazione aperte a dicembre, 2.500 in un anno alla Federconsumatori.
«In queste mattine c'era la coda allo sportello - spiega Mario Spadini, Federconsumatori - Problemi con le compagnie telefoniche». Tutte, nessuna esclusa: «Abbiamo registrato 12 pratiche solo con H3G in un anno, la compagnia con cui c'è il maggior numero di contenziosi irrisolti», prosegue Spadini. A dicembre del 2008, per esempio, la Tre aveva inviato una fattura a una signora su un numero di telefono mai attivato. «La signora ha disconosciuto il numero e fatto la denuncia. Ma a distanza di un anno le è stata inviata una penale di 260 euro per non aver riconsegnato terminali mai ricevuti» spiega Spadini.
«Spesso si tratta di truffe perpetrate da terzi che colpiscono sia i clienti, sia gli operatori di telefonia» spiegano dalla Tre. «Comportano a noi un danno di immagine e un danno economico: il mancato incasso del traffico telefonico fatturato, che deve essere rimborsato alle persone vittime della truffa, i costi di disattivazione e il traffico in roaming effettuato, oltre che i costi del furto da parte di ignoti dei terminali abbinati all'offerta commerciale». Come fare per disconoscere il numero? Le procedure sono cambiate da poco: «I clienti possono chiamare il numero verde 800832323, l'operatore sospenderà in via cautelativa i prodotti disconosciuti. Il cliente dovrà poi inviare la dichiarazione di disconoscimento e copia dei documenti di identità, cosi si disattiverà l'utenza e si provvederà allo storno delle eventuali fatture».
Tra le vittime della telefonia c'è il titolare di un'azienda di restauro pavese, che denuncia: «Sono rimasto senza linea per sei giorni, e solo quando è intervenuto un avvocato la Tre ha pensato di rimborsarmi 20 euro per il disagio. Inoltrenon ho potuto per un mese verificare l'effettivo traffico effettuato né comprendere perché i prezzi siano oltre tre volte il mio piano tariffario. Dopo aver disattivato l'utenza e aver saldato le ultime fatture, mi hanno addebitato 558,60 euro per spese e attivazioni».
Spesso, denuncia Spadini, le compagnie non rispondono quasi mai, in barba alla carta dei servizi.
Con le compagnie di telefonia fissa il problema è il phishing: «Decine i casi in cui Tele2, Wind, Tiscali chiamano l'utente e chiedono se vuole cambiare compagnia e senza tener conto della risposta spesso portano a termine il cambio». A quel punto per rientrare nella vecchia compagnia occorre pagare e ci vogliono mesi. «Il fenomeno è monitorato, ma è il cliente che per rientrare deve pagare - spiegano da Telecom - Per legge noi non possiamo infatti verificare le richieste di passaggio, ma basarci sui documenti forniti dal nuovo operatore. Dunque il cliente deve rivalersi sull'operatore che ha condotto l'operazione irregolare». Come risolvere le vertenze? L'autorità delle telecomunicazioni ha stabilito che prima di ricorrere a vie legali occorre proporre una conciliazione al Corecom o agli organismi bilaterali ma, avvertono i consumatori, l'unico accordo bilaterale funzionante è con Telecom. «Con le altre compagnie la domanda di conciliazione dorme per mesi. Dopo 30 giorni scattano le vie legali» conclude Spadini.

Anna Ghezzi