Tromello, la campana suonerà ancora
TROMELLO.Le campane di San Martino torneranno a suonare a febbraio, una volta confermato il buon esito dei lavori di messa in sicurezza. «Se la verifica di metà gennaio sul consolidamento del cemento darà risultato positivo - ha confermato l'ingegnere Giovanni Moncalieri - le vibrazioni delle campane non saranno più un pericolo».
Moncalieri è il titolare dell'impresa edile Mise che ha salvato il campanile dal crollo. Ci stanno lavorando otto muratori e due fabbri della Perotti, altra azienda locale coinvolta nell'operazione. La squadra lavora a oltranza dall'alba di sabato 5 dicembre, all'indomani del rinvenimento dei trenta mattoni staccatisi dalla parte in muratura del campanile a causa dell'erosione delle malte prodotta dalle piogge.
La torre è alta una quarantina di metri, pesa circa 600 tonnellate e risale ai primi dell'Ottocento. Quel giorno ha rischiato di collassare su se stessa come accadde alla torre civica di Pavia nel 1989. Impressiona la relazione tecnica di cui ha dato lettura Moncalieri nel corso del vertice con Provincia e Regione tenutosi in municipio sabato, poco prima della revoca dell'ordinanza di sgombero di via Carso: «La situazione era drammatica - si legge nel documento - . I mattoni dell'angolo libero stavano per essere espulsi e le aperture presenti a circa metà altezza del campanile si incurvavano in modo visibile. I vigili del fuoco ci hanno costretti ad uscire dalla torre. A quel punto ci è balenata l'idea di tentare un'imbragatura con funi di acciaio». Sono trascorsi 10 giorni dalla concitazione di quei momenti e domani dovrebbero essere concluse le placcature esterne. L'interno della torre è invece stato rinforzato con una camicia di calcestruzzo. La parola passerà presto alla Soprintendenza per il restauro. A metà gennaio la verifica decisiva sulla tenuta del campanile da cui dipende il rientro delle ultime 5 famiglie e l'agibilità dell'ala frontale della casa di riposo, della chiesa parrocchiale e dell'oratorio.