«I frutti della terra», nuova sfida per Ayamè


«I frutti della terra». Cosi si intitola il progetto strategico che l'Agenzia per Ayamè di Pavia presenterà alla sua assemblea (la XIX) di domani, 17 dicembre, al Ghislieri. E' stato pensato, durante un recentissimo soggiorno di studio e lavoro ad Ayamè, da due giovani volontarie, specializzande in Igiene e medicina preventiva presso il Policlinico San Matteo. Hanno già raccolto i primi dati sulle abitudini alimentari della popolazione locale, sulle colture praticate sul territorio e sulla sue potenzialità.
Si tratta ora di analizzare le proprietà alimentari delle risorse disponibili e più facilmente utilizzabili dagli abitanti della zona di Ayamé e proporre soprattutto alle donne, che si occupano pressoché in maniera esclusiva dell'approvvigionamento e della cucina dei cibi, una dieta equilibrata per l'intera famiglia, a partire dai bambini. Potremmo parlare di una dieta «salva vita».
Nei villaggi.Un programma cosi ambizioso, dopo vent'anni di cooperazione sanitaria ed ambientale integrata nella brousse del sud est della Costa d'Avorio, è possibile in quanto l'Agenzia è ormai conosciuta anche nei villaggi dove anni fa ha avviato la campagna «stop-sida» contro l'Aids. Sembrava difficile rompere la resistenza diffusa a ignorare una tale emergenza sanitaria. Ma la campagna di sensibilizzazione, alla quale hanno fatto progressivamente seguito concreti interventi di prevenzione e terapia, ha avuto successo soprattutto tra le donne, le principali vittime di una malattia che rivela più di altre il loro stato di emarginazione sociale.
La realizzazione di presidi sanitari nelle località più periferiche e povere (come Diakité Dougou e Bianouan), le opere di risanamento ambientale grazie allo straordinario impegno degli ingegneri dell'ordine di Pavia e dei tecnici che sul luogo hanno diretto i lavori con grande efficacia e puntualità, l'esperienza esemplare della Pouponnière (che attualmente ospita 52 bambini prevalentemente da 0 a tre anni), hanno indubbiamente favorito la credibilità dell'Agenzia.
Ottimisti.Ecco perché siamo prudentemente ottimisti nel momento in cui alziamo il livello della nostra azione di cooperazione.
Il nuovo progetto è peraltro necessario, addirittura indifferibile. Nel corso di una missione (nel 2008) ricercatori, anch'essi giovanissimi, del Dipartimento di ematologia hanno rilevato un elevatissimo tasso di anemie in tutte le fasce della popolazione sottoposta a specifici test. Causa di una tale situazione non è soltanto la malaria, ma anche la carenza di ferro nell'alimentazione. Si comprende perché (anche) in Costa d'Avorio la vita media si mantiene costantemente al di sotto dei 50 anni di età.
Le donne.Ancora una volta, interlocutrici privilegiate della campagna per una sana ed equilibrata alimentazione saranno le donne, non soltanto per il loro già segnalato ruolo sociale, ma anche perché hanno dimostrato di voler «prendere sul serio» le iniziative che finora abbiamo intrapreso. Hanno immediatamente fruito del Centro per i bambini malnutriti, istituito nel 2003 presso l'Ospedale Generale di Ayamé non soltanto in una prospettiva di cura, ma anche per insegnare alle mamme il modo migliore per nutrire i bambini, partendo proprio dai prodotti della loro terra.
Successivamente, hanno partecipato, anche come soggetti attivi, alla lotta contro l'Aids costituendo significativi «gruppi di ascolto» e di convivialità per affrontare i problemi comuni. Da ultimo, hanno dato una risposta imprevista all'offerta di «microcredito» per farle uscire da uno stato di abbandono e comunque di rassegnazione al sottosviluppo individuando occasioni concrete di avviamento al lavoro.
I prestiti.Anche in questo caso, grazie all'opera di Monique (un'assistente sociale «leader» davvero eccezionale, che è riuscita a far percepire alle beneficiarie l'importanza del metodo e del rigore nelle pur piccole attività commerciali che hanno iniziato), le donne sono riuscite a diventare a tutti gli effetti partner nella gestione e diffusione del progetto. Basti solo dire che i piccoli prestiti assegnati sono stati restituiti in misura superiore al 90 per cento con conseguente ricostituzione del fondo di dotazione.
La scommessa.Insomma, sembrano esserci tutte le condizioni per scommettere nel 2010 anche sui «frutti della terra», coronando un percorso che nel 1991 era cominciato con l'adozione e lo sviluppo del piccolo centro sanitario di Ayamé, poi diventato ospedale generale nell'ambito del sistema sanitario ufficiale della Costa d'Avorio.
La collaborazione continuativa (a partire dal 1996) tra l'HGA e il Policlinico San Matteo ha permesso ulteriori passi avanti, con il coinvolgimento di tutte le principali istituzioni pavesi, pubbliche e private, dell'Università (per lo scambio di personale tecnico e scientifico), fino all'ultima rilevante adesione della Fondazione Maugeri che con un'importante donazione ha attrezzato il laboratorio oftalmico dell'HGA, consentendo all'équipe degli oculisti del San Matteo (che il 23 gennaio partiranno per la loro seconda missione di Ayamè) di operare con maggiore efficacia e tranquillità.
Lo sviluppo.La cooperazione in campo sanitario si è, poi, naturalmente intrecciata con quella in campo ambientale e sociale, in quanto entrambe finalizzate allo «sviluppo umano». Ed ora si va avanti, pur nella consapevolezza che la meta è ancora lontana e certamente non è a portata di vista della mia generazione.
Nel 2010 la nostra Ong compirà il giro di boa dei suoi primi vent'anni. Per onorare quest'anniversario proponiamo a tutti coloro, singoli, enti, imprese, eccetera, che hanno aderito (magari una tantum) all'idea e pratica di sistema dell'Agenzia, di ritrovarci tutti assieme in una giornata di riflessione sulla cooperazione decentrata, permanente, sostenibile, responsabile... a partire da Pavia. Tanti aggettivi, forse troppi. Ma il premio speciale «Pavesi nel mondo...» che la Camera di Commercio ha conferito all'Agenzia il 6 dicembre, forse ci autorizza ad utilizzarli per guardare con fiducia e speranza ai prossimi vent'anni.
*presidente del comitato dell'Agenzia per Ayamè

Ernesto Bettinelli*