Gariboldi, trattative in corso per la libertà
PAVIA. Prosegue la trattativa fra avvocati e Procura per la scarcerazione di Rosanna Gariboldi. «Dateci il tempo di riflettere», avrebbero detto ieri i magistrati agli avvocati dell'ex assessore provinciale nel corso di un incontro. Oggi ci sarà un secondo momento di confronto.
I magistrati Laura Pedio e Gaetano Ruta, titolari dell'inchiesta Montecity, non hanno ancora fatto un bilancio compiuto dell'interrogatorio dell'altro ieri. Lady Abelli, in carcere dal 20 ottobre con l'accusa di avere riciclato denaro di provenienza illecita sul conto cifrato di Montecarlo, ha risposto per due ore alle domande dei magistrati. Visto che il conto, secondo quanto dichiarato dalla stessa Gariboldi, sarebbe stato aperto con l'obiettivo di investire dei soldi, perché non farlo in Italia? Perché tenere all'estero quasi due milioni e mezzo di euro?
«Aspettavo un condono come lo scudo fiscale - avrebbe risposto Lady Abelli -. E comunque Grossi, di cui mi fidavo, mi ha convinto ad aspettare, perchè erano in corso importanti investimenti, che avrebbe fruttato bene, mi disse». I magistrati le hanno chiesto chiarimenti anche su un altro conto in Francia, pare regolarmente denunciato: «Lo usavo per le spese di gestione della casa che avevo acquistato», ha risposto la Gariboldi. Infine, le società immobiliari costituite con gli assessori regionali. I pubblici ministeri hanno insistito su due passaggi: perché lei decise di cedere le proprie quote, a fine luglio, e se fosse al corrente delle operazioni immobiliari. In particolare, vogliono sapere i giudici, quale fu il suo coinvolgimento nella realizzazione delle palazzine residenziali di Cabiate (progetto basato su un mutuo di 7 milioni di euro concesso da Unicredit) e di Meda. «Ho visto solo un terrno - ha spiegato -. Delle palazzine non so nulla. Sono andata via a luglio perché c'erano, come ho già detto, problemi di gestione delle società». Nulla di nuovo quindi sarebbe emerso, secondo quanto riferiscono i legali, dall'interrogatorio. Le trattative, spiega l'avvocato Trivi, «riguardano anche il fatto che, con il passare del tempo, le esigenze cautelari si affievoliscono». (m. fio.)