L'Africa sbatte la porta, ma si va avanti L'Europa schiacciata tra Usa e Cina
COPENAGHEN.I toni si alzano. Il vertice sul clima spera di trovare un futuro al Pianeta entro venerdi, ma il negoziato si fa teso. Le posizioni sembrano cristallizzate e distanti, il vero confronto è tra Stati Uniti e Cina. L'Europa, unica davvero sensibile alla questione e pronta a mettere mano al portafoglio, rischia di restare schiacciata tra i due giganti. E i Paesi in via di sviluppo giocano la carta della minaccia di abbandonare il tavolo.
L'Africa sbatte la porta, ma si ha subito l'impressione che si tratti di una mossa negoziale. Non tutti i delegati, infatti, lasciano la sala e qualcuno confida che gli altri torneranno presto. Nel pomeriggio si diffonde l'idea che a muovere le fila ci possa essere la Cina, vicina agli interessi del cosiddetto G77, la rete di 131 Paesi soprattutto in via di sviluppo.
Scopo reale della protesta sarebbe stato quello di forzare la mano ai Paesi europei per mantenere sostanzialmente in vigore il Protocollo di Kyoto, accordo che ha avuto esiti fallimentari (dalla sua firma le emissioni di gas serra sono aumentate del 40%), che non è mai stato firmato dagli Usa e che prevede un trasferimento di risorse dai Paesi ricchi a quelli emergenti e in via di sviluppo.