Questo Vigevano non sa più segnare

VIGEVANO.La sconfitta del Derthona e il pari del Chieri tengono il Vigevano agganciato alla zona salvezza, anche se in questo momento i biancocelesti sono quint'ultimi e a tutti gli effetti condannati ai play out.
La sconfitta in trasferta nell'anticipo di sabato contro la Lavagnese si è rivelata un danno minore di quello che poteva essere, anche se è inutile nascondere il momento di difficoltà dei biancocelesti che al di là delle occasioni da rete create, da cinque partite non vincono e faticano a segnare. Leggerezze difensive e attacco sterile sono le due principali cause delle sconfitte dei ducali.
«La Lavagnese - spiega l'allenatore Emiliano Bigica - ha fatto una sola azione: il cross da cui è nato il gol. Noi, invece, abbiamo avuto diverse occasioni, ma si è ripetuto il solito canovaccio di queste partite, dove, tranne Cuneo e Albese, il Vigevano ha sempre avuto le sue occasioni da gol, ma non è riuscito a segnare finendo sconfitto. Sabato non abbiamo concesso nulla agli avversari, eppure i tre punti sono andati a loro. Noi siamo sempre qui a dire le stesse cose in un momento senza dubbio particolare, ma il compito di cambiare rotta è soltanto nostro».
Da domani il Vigevano tornerà ad allenarsi e si ripartirà proprio dagli errori commessi nella gara esterna di sabato pomeriggio. «L'unico rimprovero che posso fare alla mia squadra - dice il mister - è che nel secondo tempo non siamo stati lucidi come nel primo. Non abbiamo giocato un buon calcio nella ripresa, nemmeno io mi aspettavo un calo del genere. A questo punto della stagione sappiamo che la nostra posizione in classifica comincia ad essere delicata. Fortunatamente domenica ci ha creato difficoltà soltanto la vittoria della Pro Settimo. Ma non possiamo nemmeno pensare a quello che fanno le squadre dietro di noi. Se non facciamo punti noi è normale che ci siano difficoltà. In questa situazione sto benedicendo quei pareggi che abbiamo ottenuto nella prima parte della stagione. Se non ci fossero stati avremmo avuto ancor meno punti di quanti ne abbiamo adesso».

Andrea Ballone