In castello conferenza di Gargano sulle tele di Murillo e Zurbaràn


PAVIA.Prosegue al Castello il ciclo di conferenze 'Dietro la tela", in cui i migliori ispanisti italiani presentano i capolavori della mostra 'Da Velázquez a Murillo". È la volta, domani alle 16, di Antonio Gargano dell'Universitù di Napoli, che parlerà di due quadri di altissimo livello, l'Annunciazione di Murillo e il San Francesco di Zurbarán.
L'Annunciazione di Murillo è molto simile a quella del Prado di Madrid e permette di apprezzare la grande abilità dell'artista nel rendere la scena sacra senza dramma (per lui Longhi parlò di 'Raffaelo gitano"), ma con una tavolozza ricca, che pare quasi il riflesso di un ricco ventaglio di sfumature affettive.
L'omaggio alla pittura italiana si accompagna a quello alla pittura andalusa. Il sivigliano Murillo, infatti, rispetta con scruupolo le prescrizioni che sulla rappresentazione del suo soggetto dà Pacheco, il suocero di Velázquez, nel suo trattato sulla pittura; e nello stesso tempo, nel realismo estremo con cui rappresenta due oggetti allusivi alla purezza di Maria come il vasetto di gigli e il cesto da cucito con il lenzuolo bianco, sta citando Zurbarán, il maestro sivigliano più anziano di lui (era coetaneo di Velázquez), che dissemina volentieri negli angoli dei suoi quadri religiosi vere e proprie nature morte.
Il San Francesco in preghiera corrisponde ad una tipologia che troviamo anche in altre tre tele di Zurbarán: il santo è incappucciato e regge in mano un teschio. Si tratta di una raffigurazione diversa da quella, cosi frequente in Italia (si pensi solo a Caravaggio) e praticata da Zurbarán stesso, in cui il santo è inginocchiato nei pressi di una caverna.
In ogni caso, è evidente che il quadro mostra la lettura essenzialmente spiritualistica che dava il Seicento del santo di Assisi, percepito soprattutto come il mistico che ha ottenuto l'intima comunicazione con Dio.
Il teschio, contemplato dall'alto, cioè dalla prospettiva celeste, indica allora il superamento di ogni realtà umana, il distacco totale indispensabile al mistico per raggiungere la visione di Dio.
Il professor Gargano si soffermerà sul il ruolo che ha l'ombra in entrambi i quadri e ci mostrerà anche quanto essa sia presenza simbolica ricorrente nella grande poesia secentesca della Penisola Iberica.

Giuseppe Mazzocchi