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VERSO IL VOTO
Centrodestra, Abelli non c'è
Chi decide i candidati?
Pare che il candidato sindaco di centrodestra al Comune di Vigevano sarà scelto da Bossi e Berlusconi, lo apprendiamo in questi giorni dalle dichiarazioni di esponenti della Lega. Non è una novità. Il centrodestra ha da sempre delegato ai capi le scelte dei propri candidati alle cariche più importanti. Alle ambizioni degli esclusi venivano riservati premi di fedeltà nei posti di sottogoverno locale.
La novità che in questi giorni colpisce l'attenzione non è tanto nel metodo, quanto piuttosto in una vistosa assenza. Fino a qualche mese fa, non solo tra i politici del Pdl in provincia, ma anche nella stessa Lega, nessuno avrebbe potuto avanzare proposte, e tanto meno operare scelte, senza l'autorevolissimo beneplacito del signore incontrastato della politica locale, l'onorevole Giancarlo Abelli. Ora, mancando appena tre mesi al voto amministrativo, nulla è ancora definito, e sembra che tutti vadano in ordine sparso.
Fioriscono candidature e autocandidature di tutti i tipi, per posti che la coalizione di centrodestra dà comunque per sicuri. Ma non c'è nessuno che dica quali tra queste numerose candidature ha realistiche possibilità di successo. Diversamente da come si era verificato a Pavia la scorsa primavera, quando Abelli, senza tanti preamboli, aveva proposto Cattaneo e Cattaneo era stato prima candidato, e poi eletto.
In questo caso invece tutti gli esponenti di centrodestra sembrano andare ciascuno per sè. Le dichiarazione rilasciate ai giornali sono incerte e reticenti. Manca il pastore e il gregge si trova smarrito e confuso.
Che cosa può accadere? Il pastore, come ogni guida assoluta e carismatica, non ha soltanto la funzione di guidare il gregge, ma anche quella, importantissima, di impedire che si accendano rivalità dagli sviluppi potenzialmente distruttivi per l'intera compagine. In assenza del pastore dunque, e anche in mancanza di altre modalità più «democratiche» di operare le scelte, ci si appella ai massimi vertici, Bossi e Berlusconi, affinché provvedano a effettuare le scelte e ad impedire lacerazioni.
Anche ammesso che i due leader abbiano il tempo di occuparsene, la cosa probabilmente non impedirà che si apra una fase di conflittualità interna al centrodestra, molto accesa anche se magari poco appariscente. Di questa conflittualità il centrosinistra potrebbe approfittare se il Partito Democratico non fosse avviluppato in una interminabile sequenza di elezioni primarie.
Riccardo AgostiniVigevano
CON IL NO B-DAY
Quanto viola a Roma
e quanti richiami letterari
Assente, e si sarebbe accordata benissimo con il colore che ha caratterizzato la giornata del no B-day, per legittimo impedimento causato dall'età e dai vari problemi di salute, la «diva dagli occhi viola» Liz Taylor. Abituata ai bagni di folla, e sempre in prima linea per la difesa dei diritti civili, se fosse stata ancora a Roma, non avrebbe avuto difficoltà a partecipare. Fu l'unica che riusci, arrivando in ritardo la sola volta che presenziò a una prima, a far cominciare lo spettacolo alla Scala dieci minuti dopo, tanto sia il pubblico, che i cantanti e il direttore, erano li più che per l'opera, per aspettare lei.
Assente giustificata al no B-day, a causa di violenti attacchi di tosse, anche Violetta Valéry, alias la Traviata. Le riprese televisive del popolo viola, soprattutto quelle dall'alto, riuscivano a far assomigliare la moltitudine dei convenuti per la giornata dello scontento e della protesta a enormi distese di campi di lavanda, in Provenza.
C'è un romanzo, premio Pulitzer del 1983 di Alice Walker, da cui Steven Spielberg trasse un bellissimo film con Woopi Goldberg, candidato con 11 nomination all'Oscar 1986, intitolato «Il colore viola». E' la stessa storia di una giovane donna di colore nel profondo sud americano, Celie, la cui vita è scandita dalla soprafazione e dal predominio maschile. Madre per violenza di due figli che le vengono sottratti appena nati, costretta a sposare un negro brutale, vedovo con quattro figli, Celie è drammaticamente separata anche dalla sorella minore Nettie che ama moltissimo e che rappresenta per lei l'unica vera famiglia. Non ha amici, e scrive a Dio della sua sventurata, infelice esistenza, cominciando le sue lettere-sfogo con «Caro Dio».
Un giorno conversa sull'Onnipotente con l'amante del marito, l'affascinante cantante nera di blues Shug, l'unica che le abbia dimostrato affetto e comprensione, che le risponde: «Dio è disposto a dividere le cose buone con noi. Credo che Dio si arrabbiasse se, per esempio, uno passa vicino al colore viola in un campo senza notarlo».
I numerosissimi partecipanti alla giornata viola, avrebbero potuto, tutti insieme, recitare la sera del giorno 5 gli ultimi splendidi versi della poesia di Attilio Bertolucci «Per un bel giorno»: «Giorno che te ne vai / e non sai nulla di me e della violetta / che tanto amo / e del ramo / nudo della gaggia, / giorno, non andar via».
Loris Dalla MarigaPavia
PAVIA, LE SCELTE
Benemerenze di San Siro
Decidono solo i politici
Dopo quanto riportato dalla stampa locale sulle scelte per le «benemerenze di San Siro» a Pavia, mi chiedo che senso abbia che un cittadino indichi un suo candidato, tra l'altro molto valido, quando, in effetti, i politici la partita se la giocano tra di loro, nella stanza dei bottoni.
Sebastiano Caronni Orsenigo,Pavia
LOMELLINA, LE FIRME
Acqua bene comune
altro che logica di mercato
Abbiamo letto le affermazioni del presidente dell'Asm di Mortara, Simone Ciaramella, relative alla nostra iniziativa di raccolta firme contro la trasformazione dell'acqua da bene comune a prodotto di mercato.
Forse la posizione politica e amministrativa del presidente ha fatto si che la sua attenzione fosse rivolta essenzialmente agli aspetti economici del problema ma la risposta che ci attendavamo era un'altra: condivide o meno la posizione di coloro che ritengono che l'acqua rappresenti un bene essenziale per ogni individuo e come tale debba essere svincolata da logiche di profitto?
La nostra risposta a tale domanda è chiara: secondo noi la gestione del servizio idrico integrato è e deve rimanere un servizio pubblico, che si è consolidato nel tempo per rispondere a esigenze fondamentali di carattere igienico-sanitario.
Nella nostra realtà provinciale questo servizio funziona bene (15% di perdite di acqua rispetto alla media europea del 30% e al 50% della rete nazionale). E allora perchè cedere questo patrimonio ai privati che, fiutato l'affare, si porranno l'obiettivo di ricavare utili per i soliti noti?
Le tariffe che l'Aato ha stabilito e che, come richiamato anche nella lettera che l'Asm di Mortara ha allegato all'ultima fattura, sono aumentate di molto contenenendo evidentemente già una quota di guardagno per il futuro vincitore (fortunatamente ormai ipotetico) della gara d'appalto che il consiglio direttivo aveva bandito con una rapidità degna di migliore causa.
Inoltre tutta la farsesca vicenda di questi mesi che ha caratterizzato l'Aato provinciale, sta a dimostrare errori e manchevolezze di amministratori più attenti a logiche imprenditoriali che agli interessi del bene acqua e degli utenti.
Il fatto che lo stesso presidente Ciaramella, in rappresentanza dei Comuni di Mortara e di Castello d'Agogna, si sia distinto votando contro le decisioni prese in quella sede, è una dimostrazione della precarietà, se non anche dell'illegittimità, di scelte sbadatamente assunte e di tale responsabile comportamento gliene diamo volentieri atto.
Al presidente Ciaramella, ma soprattutto ai mortaresi e ai lomellini, vogliamo comunque ribadire la nostra determinazione a continuare nell'opera di sensibilizzazione e di informazione su questo tema.
Siamo certi che la risposta della cittadinanza ci sarà; ne è la prova il fatto che venerdi scorso, nonostante il tempo inclemente, molto decine di persone hanno sottoscritto l'appello alle amministrazioni comunali affinchè venga riconosciuto all'acqua, nei rispettivi statuti, il carattere di bene pubblico fondamentale e come tale venga esclusa ogni logica aziendalistica e di profitto nella sua erogazione e nel suo utilizzo.
Il Comitato per un futuro sostenibile in LomellinaCastello d'Agogna
L'ATTESA DI TUTTI
Natale, finalmente
arriva la festa più bella
L'è Nadàl: che bèla fèsta!
Gh'è nassü Gesü Bambin!
I regàl i'èn in t'la cèsta / par i veg e pr'i fiulin...
Anca sa gh'è un po' 'd crisi / chi da-nüm la và no màl / se insèm'a «ris-e-bisi» / in t'al prànso ad Nadàl / mangiam anca la pitànsa...
Pr'un quaidun un toch ad pan / da mèt dentar in t'la pànsa / l'è no sempar quotidiàn.
L'è un mònd tüt disbüdlà...
Bsognariss vess sulidàl / par pudé tüti mangià
E no 'nmà quand l'è Nadàl...