La Grecia affonda nei debiti
ROMA. Atene replica con orgoglio all'Unione europea e rifiuta il soccorso offerto dall'Ue per far fronte alla grave crisi economica in cui versa il Paese ellenico: «La priorità è la sovranità nazionale: ce la faremo da soli», ha detto ieri il premier Giorgio Papandreou, pur ammettendo «le profonde difficoltà» del sistema economico e bancario del suo Paese.
Gli studenti greci scederanno però ancora oggi in piazza per protestare contro la dura repressione operata nei loro confronti da parte della polizia, ma anche per respingere le misure economiche che il governo intende adottare per uscire dal tunnel della crisi.
Nonostante l'abnorme debito pubblico e il taglio operato dall'agenzia Fitch sul rating di Atene (è sceso sotto il grado A per la prima volta in dieci anni), il ministro dell'Economia della Grecia, Giorgio Papaconstatinou, ha affermato ieri che «non esiste alcun rischio di default», negando che sia in pericolo il sistema bancario greco: «I nostri istituti bancari sono fondamentalemente solidi», ha detto il ministro greco, ribadendo che il suo Paese «non aspetta l'arrivo di un salvatore».
Il crollo della borsa greca e le difficoltà delle banche preoccupano tuttavia gli altri Paesi europei, ma anche la comunità finanziaria internazionale.
L'agenzia Fitch ha già tagliato il rating a cinque banche greche, ma il governo di centrosinistra di Papandreou ha fatto sapere che entro i primi di gennaio presenterà un piano quadriennale alla Commissione europea e cercherà di ridare «fiducia ai greci e alla comunità internazionale». Il governo intende innanzitutto ripristinare la stabilità fiscale e «invertire il processo innescato dal precedente governo».
I rischi derivati dalla crisi greca sono stati particolarmente sottolineati dalla Germania che si è mostrata scettica verso gli aiuti promessi dall'Ue, pretendendo maggiori sforzi da parte della stessa Grecia.
Il risanamento economico in Grecia deve fare i conti tuttavia con un malcontento crescente nel Paese. (b.z.)